Il tema del destino e della tristezza domina sul tema della vita come un costante sottofondo.

Il tema del destino e della tristezza domina sul tema della vita come un costante sottofondo.

L’uomo guarda con ironia e sarcasmo il niente, quello che dentro sembra tutto; guarda con cinismo e con raccapriccio questo destino delle cose. Da un sentimento simile nasce il secondo movimento, così apparentemente in contrasto con gli altri da fare paura, da fare stringere il cuore: cambia improvvisamente l’atmosfera. Un altro occhio, un altro cuore, un’altra sensibilità: è un’altra musica che interviene. E’ come se la musica dicesse la verità di quello che si è goduto prima. L’accordo di fondo è sostanzialmente sempre lo stesso, uno degli accordi più tristi che si siano ascoltati nella storia della musica: certamente c’è al suo interno una bellissima melodia tematica, ma il vero tema è quell’accordo, che con qualche leggera variazione dura quasi ininterrottamente dal principio alla fine e anche quando sembra scomparso, anche quando sembra travolto dalla spontanea e naturale melodia, dallo spontaneo e naturale desiderio di vita dell’uomo, quando meno uno se lo aspetto, ritorna e conclude il pezzo. E’ un accordo che riempie quasi tutto il brano e lo domina, mentre la melodia ha una tale suggestività e ricchezza di variazioni che uno dovrebbe esserne contento, ma non può più esserlo: il tema del destino e della tristezza domina sul tema della vita come un costante sottofondo. Quell’uomo è profeta di come la vicenda andrà a finire di lì a poco: ma, finito il secondo movimento, è come se si scrollasse di dosso la malinconia e rientrasse per riprendere a ballare.

Luigi Giussani, Spirto gentil, Bur Saggi 2011