Un concetto di sé diverso (Una continua utilità all’inutile).

Un concetto di sé diverso (Una continua utilità all’inutile).

Leggendo Thackeray dobbiamo studiare la vanità come potenza sociale, che sposta chi la sperimenta in un concetto di sé diverso e perciò sovvertitore, che induce movimento. ma alla fine inconsistente, fedele alla natura immaginaria, da cui è originato. Un vuoto che non si sopporta e che si finge pieno, ma ritorna vuoto. E non è questo lo stato dell’anima al quale si affida l’inesausta crescita del capitalismo e, inoltre, la sua natura finta, fittizia, sognata smaniando di fronte alle vetrine nell’Ottocento o adesso ipnotizzati davanti al vetro di una tv o di un computer? E non è questo vuoto che alla fine scredita il capitalismo? All’inizio e alla fine di ogni smania per quanto è più materiale e corporeo c’è l’opposto: il vuoto ovvero quanto è incorporeo, ovvero quanto è inconsistente e inutile, privo di peso e, quindi, di valore. Questa è l’irriducibile contraddizione del capitalismo: una continua utilità all’inutile.

Geminello Alvi, Il capitalismo. Verso l’ideale cinese, Marsilio