(Così ne consolò milleottocento).

(Così ne consolò milleottocento).

DONN’ELVIRA
(entra, in abito da viaggio)
Ah! chi mi dice mai quel barbaro dov’è,  che per mio scorno amai, che mi mancò di fè?

Ah! se ritrovo l’empio, e a me non torna ancor, vo’ farne orrendo scempio, gli vo’ cavar il cor.

DON GIOVANNI

Udisti? Qualche bella dal vago abbandonata. Poverina! Cerchiam di consolare il suo tormento.
LEPORELLO (sottovoce)

(Così ne consolò mille e ottocento.)

Don Giovanni, di W.A.Mozart, libretto di Lorenzo da Ponte