Sei davvero così meravigliosa?

Sei davvero così meravigliosa?

“Chi può essere a quest’ora?” Io andai in cucina per rispondere. L’orologio segnava mezzanotte appena passata. Marcia mi stava chiamando dalla cabina dietro l’ufficio di Mr Blomback. Era a letto nella sua capanna e non riusciva a dormire, perciò si era alzata e vestita ed era uscita nel buio per telefonarmi. Voleva sapere se avevo ricevuto la lettera. Le dissi di sì. Le dissi che ero il suo uomo duecentodiciotto volte… poteva contarci. Dissi che ero il suo uomo per sempre. Allora lei replicò che voleva cantare al suo uomo per farlo addormentare. Io ero al tavolo della cucina in mutande e sudavo come un maiale per il caldo. Era stata un’altra giornata terribilmente afosa, e perfino a mezzanotte non era rinfrescato nemmeno un po’. In tutti gli appartamenti le luci erano spente. Credo che nell’intera strada non ci fosse nessuno sveglio.

– Così cantò per te?

– Sì, una ninnananna. Non la conoscevo, ma era una ninnananna. La cantò molto, molto dolcemente. Eccola lì, tutt’a un tratto, lì al telefono. Forse una ninnananna che ricordava da quan’era bambina.

– Perciò avevi un debole anche per la dolcezza della sua voce.

– Ero stupefatto. Stupefatto da tanta felicità. Tanto stupefatto che sussurrai al telefono: “Sei davvero così meravigliosa?” Non potevo credere che esistesse una ragazza simile. Ero il ragazzo più fortunato del mondo. E inarrestabile. Mi capisci? Con tutto quel suo amore, cosa mai avrebbe potuto fermarmi?

Philip Roth, Nemesi, Einaudi