Cerca invece disperatamente una causa più profonda.

Cerca invece disperatamente una causa più profonda.

Sunrise over New Jersey from plane (from the web)

Bucky non riusciva ad accettare che l’epidemia di polio fra i bambini di Weequahic e del campo di Indina Hill fosse stata una tragedia. Doveva trasformare la tragedia in colpa. Doveva trovare una necessità a quanto accaduto. C’è un’epidemia e lui ha bisogno di trovarne la ragione. Deve chiedere perché? Perché? Perché? Che si tratti di qualcosa di insensato, contingente, incongruo e tragico non lo soddisfa. Che si tratti del proliferare di un virus non lo soddisfa. Cerca invece disperatamente una causa più profonda, questo martire, questo maniaco del perché, e trova il perché o in Dio oppure in se stesso oppure, misticamente, misteriosamente, nel loro letale fondersi nell’unico distruttore.

Philip Roth, Nemesi, Einaudi

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto.

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto.

Di fronte al fatto che l’attacco all’America dell’11 settembre sembri presagire la fine di una civiltà e lasci l’uomo nell’angoscia e nello sgomento per il male che può colpirlo in ogni momento e ovunque, il Papa non si arrende, ma ripropone con forza Cristo, come unica speranza, in forza della quale poter affrontare
positivamente il cammino della storia. La svolta che è contenuta nel tragico avvenimento dell’11 settembre non sta quindi solo nel fatto che la vita dei popoli sia apparsa improvvisamente indifesa e vulnerabile, facile vittima di una violenza terribile, ma nella certezza che l’uomo possa ritrovare in Cristo il fondamento vero della sua felicità e della pace. Jean Palombo, moglie di un pompiere morto sotto il crollo delle Torri Gemerle, ha offerto una significativa testimonianza di come la Presenza Buona di Dio, pur dentro il dramma, continui a condurre per mano l’uomo verso un destino misteriosamente positivo. «”Il Signore ha dato, il Signore ha tolto – ha affermato Jean in un’intervista – Benedetto sia il Signore. Credo che Dio lavora per il bene di coloro che lo amano. Questo evento è stato un grande male. Tuttavia l’amore di Dio ha sorpassato
questo male. Per i terroristi posso solo pensare: ‘Padre, perdonali, perché non hanno idea di quello che hanno fatto’ […]. Frank mi manca terribilmente e piango molto, ma so che continuerà ad aiutarci dal Cielo. Sto chiedendo una più profonda intimità con Cristo, che sono sicura porterà frutti così belli come quelli che sono venuti dall’intimità fra me e Frank. Frank ha trasmesso la fede ai bambini e loro spesso mi consolano con una parola. I bambini sono felici per il
loro papà, ma gli manca il giocare con lui, il pregare con lui, l’imparare con lui, lo stare con lui. Io ho paura, ma mi aggrappo al Signore. Adesso continueremo, nella Chiesa, a fare la volontà di Dio”».

Luigi Giussani, Scuola di religione, SEI