Appeso tra le maglie di una rete di nuvole sbrindellate.

Appeso tra le maglie di una rete di nuvole sbrindellate.

(..) guardava il sole che tramontava di fronte a loro, quasi sfiorando la cresta della fila di alberi. Era gonfio, color fiamma, appeso tra le maglie di una rete di nuvole sbrindellate, e pareva che dovesse bruciarla da un momento all’altro e piombare nel bosco.

Flannery O’Connor, Un cerchio nel fuoco in Tutti i racconti, Bompiani.

Una fila di fabbricati perfettamente identici, tutti rossi, anneriti e grigi.

Una fila di fabbricati perfettamente identici, tutti rossi, anneriti e grigi.

“Non farti impressionare, Rabie. E’ come tutte le grandi città, e le città non sono poi tanto complicate.”

Invece lo erano. New York era elegante e affollata un attimo prima, sporca evuota un momento dopo. Sua figlia non viveva nemmeno in una casa. Viveva in un fabbricato, quello al centro di una fila di fabbricati perfettamente identici, tutti rossi, anneriti e grigi, abitati da individui dalla voce stridula che si spenzolavano dalle finestre per guardare altre finestre e altre persone uguali che facevano la stessa cosa. All’interno si poteva andare su e giù, e vedere solo corridoi simili a metri con una porta ogni centimetro. Ricordava lo stupore e lo stordimento che aveva provato davanti all’edificio, al prima settimana. Si svegliava con la sensazione che i corridoi fossero cambiati durante la notte; poi guardava fuori ed eccoli là, sempre uguali, simili a cunicoli. Lo stesso valeva per le strade. Si chiedeva dove sarebbe finito se ne avesse percorsa una fino in fondo. Una notte sognò di farlo e di trovarsi alla fine dell’edificio, nel nulla.

Flannery O’Connor, Il geranio, in Tutti i racconti, Bompiani