Se non giungiamo alla felicità, forse è perché noi valiamo di più.

Se non giungiamo alla felicità, forse è perché noi valiamo di più.

Penso anche ad una frase del geniale pianista e compositore Franz Liszt di cui si celebra questo anno il bicentenario della nascita. In una lettera alla contessa Maria Dagoult, la donna che ama, ha queste parole straordinarie: “Se non giungiamo alla felicità, forse è perché noi valiamo di più. C’è troppa energia, troppa passione, troppo fuoco nelle nostre viscere per accomodarci borghesemente in ciò che è possibile.” Beninteso, queste parole sono ambigue, tanto più che Liszt le scrive ad una donna sposata con la quale fuggirà. Ma dietro questo senso passionale, ce n’è un altro, più radicale, e che rimanda alla vera, all’altra Passione che è la Passione di Cristo. La Croce si erge all’orizzonte per dirci che non arriveremo mai alla felicità, che siamo fatti non per il benessere ma per l’essere buono, non per la comodità della contentezza ma per la gioia lacerante nell’offerta.

Fabrice Hadjadj, Meeting di Rimini, 25 agosto 2011

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