Questo è l’unico modo di parlare, vero?

Questo è l’unico modo di parlare, vero?

Sdraiati faccia a faccia nel letto a baldacchino, continuarono a raccontarsi le loro storie fino all’imbrunire, e poi nel buio, finché entrambi non ebbero detto pressoché tutto quel che avevano da dire e si furono rivelati all’altro nel modo più completo. Poi, come se non fosse già abbastanza ammaliato di lei, Marcia gli sussurrò nell’orecchio una cosa che aveva appena scoperto: – Questo è l’unico modo di parlare, vero?

Philip Roth, Nemesi, Einaudi

Mi sono dannata l’anima per quell’uomo (il fegato di essere innamorata).

Mi sono dannata l’anima per quell’uomo (il fegato di essere innamorata).

“Mi sono dannata l’anima per quell’uomo” bisbigliò la donna con la sua calma voce spassionata, le labbra che si muovevano appena. Era come se ripetesse una ricetta per il pane. “Ho fatto i turni di notte a servire ai tavoli per poterlo vedere la domenica in prigione. Ho vissuto per due anni in una stanza sola, facendomi da mangiare su un fornello a gas, perché glielo avevo promesso. Gli ho mentito e ho fatto dei soldi per tirarlo fuori di prigione, e quando gli ho detto come li avevo fatti mi ha preso a botte. E adesso dovevi arrivare qui dove nessuno ti vuole. Nessuno ti ha chiesto di venire. Non gliene frega nulla a nessuno se hai paura o no. Paura? Tu non hai neanche il fegato di avere davvero paura, come non ce l’hai di essere innamorata.

W.Faulkner, Santuario, Adelphi