Noi andiamo, la bellezza resta.

Noi andiamo, la bellezza resta.

Ripeto: l’acqua è uguale a tempo, e l’acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d’acqua, serviamo la bellezza allo stesso modo. Toccando l’acqua, questa città migliora l’aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell’universo. Perché la città è statica mentre noi siamo in movimento. La lacrima ne è la dimostrazione. Perché noi andiamo e la bellezza resta. Perché noi siamo diretti verso il futuro e la bellezza è l’eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza
all’uomo. Lo stesso vale per l’amore, perché anche l’amore è superiore, anch’esso
è più grande di chi ama.

Iosif Brodskij

Un individuo dovrebbe conoscere almeno un poeta dalla prima all’ultima pagina.

Un individuo dovrebbe conoscere almeno un poeta dalla prima all’ultima pagina.

Il meno che si possa dire è che un individuo dovrebbe conoscere almeno un poeta dalla prima all’ultima pagina: se non per prenderlo a guida nel viaggio attraverso il mondo, almeno per aver un metro con cui misurare il linguaggio. W. H. Auden potrebbe assisterci egregiamente nell’uno e nell’altro regno.

Iosif Brodskij

Quello era un sabato.

Quello era un sabato.

L’aria assolata era piena di radio e grammofoni in competizione fra loro sulla soglia di empori e di negozi di musica. Per tutto il giorno, davanti a quelle entrate c’era una folla in ascolto. I pezzi che li toccavano erano ballate dalla melodia e dall’argomento semplice, che dicevano di lutti castighi e pentimenti cantati con voce metallica, confuse, sottolineate da interferenze o dal grattar di puntine – voci disincarnate che uscivano a tutto volume da mobiletti di finto legno o da trombe che raschiavano come ghiaia sulle facce rapite, le lente mani nodose da tempo modellate sulla terra impervia, lugubri, dure e tristi.

Quello era un sabato (..).

W.Faulkner, Santuario, Adelphi

E lui ricordò che era sabato.

E lui ricordò che era sabato.

L’indomani verso mezzogiorno, mentre al tavolo di cucina mangiava la sua roba fredda, vide dalla finestra un carro fermarsi per la strada. Ne scesero tre donne, e ritte sul marciapiede cominciarono a far toeletta, imperturbabili, lisciandosi le sottane, stirandosi le calze, spazzolandosi l’un l’altra la schiena, aprendo fagotti e mettendosi fronzoli vari. Il carro era andato avanti. Loro lo seguirono, a piedi, e lui si ricordò che era sabato. Si tolse la tuta, si vestì, e uscì di casa.

W.Faulkner, Santuario, Adelphi

Sei un attimo senza fine.

Sei un attimo senza fine.

Senza fine

tu trascini la nostra vita

senza un attimo di respiro

per sognare

per potere ricordare

ciò che abbiamo già vissuto

senza fine

sei un attimo senza fine

non hai ieri non hai domani

tutto è ormai nelle tue mani

mani grandi mani senza fine

non m’importa della luna non mi importa delle stelle

tu per me sei luna e stelle tu sei per me sei sole e cielo

tu per me sei tutto quanto

tutto quanto voglio avere

senza fine

tu sei un attimo senza fine

non hai ieri non hai domani

tutto è ormai nelle tue mani

mani grandi mani senza fine

….. non m’importa della luna non mi importa delle stelle

tu per me sei luna e stelle tu sei per me sei sole e cielo

tu per me sei tutto quanto tutto quanto

voglio avere senza fine la la la la