Santa Rita

Santa Rita

Il 22 maggio 1447 Rita si spense, mentre le campane da sole suonavano a festa, annunciando la sua ‘nascita’ al cielo. Si narra che il giorno dei funerali, quando ormai si era sparsa la voce dei miracoli attorno al suo corpo, comparvero delle api nere, che si annidarono nelle mura del convento e ancora oggi sono lì, sono api che non hanno un alveare, non fanno miele e da cinque secoli si riproducono fra quelle mura.

Per singolare privilegio il suo corpo non fu mai sepolto, in qualche modo trattato secondo le tecniche di allora, fu deposto in una cassa di cipresso, poi andata persa in un successivo incendio, mentre il corpo miracolosamente ne uscì indenne e riposto in un artistico sarcofago ligneo, opera di Cesco Barbari, un falegname di Cascia, devoto risanato per intercessione della santa.

Antonio Borrelli

Senza avere la fortuna di Marcel.

Senza avere la fortuna di Marcel.

Divorando un boccone dopo l’altro di questi pasticcini il cui sapore farinoso avevo amato sin dall’infanzia – un misto di burro, panna acida, vaniglia, crema di formaggio, tuorlo d’uovo e zucchero – forse avrei fatto sparire da Nathan ciò che, secondo Proust, sparì da Marcel nell’attimo in cui riconobbe “il sapore della piccola madeleine“: la paura della morte. “Un semplice assaggio” scrive Proust, e “per lui la parola ‘morte’ non… (ha)… più alcun senso”. Mangiai dunque, avidamente, ingordamente, non volendo limitarmi, nemmeno per un attimo, nel vorace accumulo di grassi saturi; ma senza avere, infine, la fortuna di Marcel.

Philip Roth, Pastorale americana, Einaudi

E ragion lo comanda (Il Fiore XV).

E ragion lo comanda (Il Fiore XV).

Lo Schifo disse: «Gente messag[g]iere,
Egli è ben dritto ch’a vostra domanda
I’ faccia grazia, e ragion lo comanda:
Ché voi non siete orgogliose né fiere,
Ma siete molto nobili parliere.
Venga il valetto e vada a sua comanda,
Ma non ched egli al fior sua mano ispanda,
Ch’a·cciò no·gli varrian vostre preghiere;
Perciò che·lla figl[i]uola Cortesia,
Bellacoglienza, ch’è dama del fiore,
Sì ‘l mi por[r]eb[b]e a gran ricredentia.
Ma fate che·lla madre al Die d’Amore
Faccia a Bellacoglienza pregheria
Di lui, e che·lle scaldi un poco il core».

Dante Alighieri (?), Il Fiore