Occorre audacia, sprezzo del pericolo e apprezzamento della donna, questa sconosciuta.

Occorre audacia, sprezzo del pericolo e apprezzamento della donna, questa sconosciuta.

Non solo post coitum animal triste, ma anche prima e durante, soprattutto quando pensa di sapere a cosa va incontro, di governare la riuscita. Ne ha scritto in modo memorabile un esperto come Gabriele D’Annunzio nel suo più istruttivo dei libri, “Il piacere”. Andrea Sperelli allestisce la stanza della seduzione ma il risultato è la malinconia, frutto del déjà vu. Andrea si riscatterà concedendosi un momento di verità con il famoso lapsus: possedendo Maria urlerà il nome di Elena. Per arrivare all’orgasmo occorre audacia, sprezzo del pericolo e apprezzamento della donna, questa sconosciuta, che se si pensa di conoscerla allora non è più coito ma masturbazione.

Umberto Silva, Il Foglio, 17 maggio 2011

Indagherei il malinteso.

Indagherei il malinteso.

Signori della Terra una raccomandazione: il sesso estremo, quello che imita lo stupro fidando nella complicità più o meno conscia della partner, è meglio farlo con le signore dell’alta società piuttosto che con le cameriere. Mentre le prime sono smaniose di assaporare il cattivo selvaggio, quest’ultime, abituate ad essere bistrattate in casa e sul lavoro, possono non gradire e prendere male, malissimo, un assalto un po’ troppo “nature”. Se le nobildonne bramano i cessi delle stazioni, le cameriere bramano le stanze delle padrone, e, abituate fin da piccine agli smaneggiamenti dei garzoni, sognano principi azzurri dalle ottime maniere, tipo John Elkann o William d’Inghilterra. Insomma, prima di sancire l’ignobile reato, a proposito dell’affaire Strauss-Kahn indagherei il malinteso.
Quel malentendu che se nel paese di Marivaux, Camus e Lacan è molto apprezzato, assai meno lo è nel paese dove le stelle sono stelle e le strisce strisce. E se fosse un complotto? Sì, ma non di rivali politici o agenti segreti, quanto una congiura di segni e ammicchi, sguardi e parole smozzicate, corpi e passi falsi, una congiura di Eros e di Venere tanto per augurare un buon risveglio a Zeus.

Umberto Silva, Il Foglio, 17 maggio 2011