Per che di lei i’ non pregiava un dado, Né su’ consiglio i’ non teneva a mente. (Il Fiore X).

Per che di lei i’ non pregiava un dado, Né su’ consiglio i’ non teneva a mente. (Il Fiore X).


Udendo che Ragion mi gastigava
Perch’i’ al Die d’Amor era ‘nservito,
Di ched i’ era forte impalidito,
E sol perch’io a·llui troppo pensava,
I’ le dissi: «Ragion, e’ no·mi grava
Su’ mal, ch’i’ ne sarò tosto guerito,
Ché questo mio signor lo m’à gradito»,
E ch’era folle se più ne parlava;
«Chéd i’ son fermo pur di far su’ grado,
Perciò ch’e’ mi promise fermamente
Ched e’ mi mettereb[b]e in alto grado
Sed i’ ‘l servisse bene e lealmente»:
Per che di lei i’ non pregiava un dado,
Né su’ consiglio i’ non teneva a mente.

Il Fiore, Dante Alighieri

L’immensità dove tu lo sai che io mi perdo (Universo).

L’immensità dove tu lo sai che io mi perdo (Universo).


Parlami dell’universo
di un codice stellare che morire non può
di anime in continuo mutamento
e abbracci nucleari estesi nell’immensità
dove tu mi stai aspettando adesso…

…dentro una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
sino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso.

Cantami dell’universo
di un codice stellare che mentire non può
cadono nel vuoto in un momento
miliardi di segnali
che accendono l’immensità
dove tu lo sai che poi mi perdo…

…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
perchè niente è cambiato
anche se tutto è diverso…

perchè niente è cambiato
anche se tutto sembra diverso…

miliardi di segnali che accendono l’immensità….

…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
fino a ritornare sulle labbra
l’incanto è lo stesso
e tu sei…
…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo
…dentro a una vertigine che danza
e ci porta al di là del tempo…

Cristina Donà