Sentivano una corrispondenza immediata.

Sentivano una corrispondenza immediata.

I due discepoli di Emmaus sentivano una corrispondenza immediata nell’accento di quell’individuo che si era messo con loro.
Gesù Cristo, quell’uomo di duemila anni fa, si cela diventando presente sotto la tenda, cioè sotto l’aspetto di una umanità diversa. L’incontro è l’impatto con una umanità diversa. Ci sorprende perché corrisponde alle esigenze strutturali del cuore più di qualsiasi spunto del nostro pensiero e della nostra fantasia. Non ce l’aspettavamo, non ce lo saremmo mai sognato, era “impossibile”, non reperibile altrove. La diversità umana in cui Cristo diventa presente sta propriamente nella maggior corrispondenza, nell’impensabile e impensata corrispondenza tra questa sua umanità in cui ci imbattiamo e le esigenze del cuore, cioè della ragione. L’avvenimento è la sua umanità diversa in cui ci imbattiamo: per la Madonna fu un certo modo, per i due discepoli di Emmaus un altro modo. Per coloro che ascoltarono il messaggio dei primi apostoli è stato diverso ancora.

Luigi Giussani, Questa cara gioia sopra la quale ogni virtù si fonda…

Tu·sse’ sì smagrato! I’ credo che·ttu à’ troppo pensato A que’ che·tti farà gittar in vano, Ciò è Amor (Il Fiore IX).

Tu·sse’ sì smagrato! I’ credo che·ttu à’ troppo pensato A que’ che·tti farà gittar in vano, Ciò è Amor (Il Fiore IX).

Dogliendomi in pensando del villano
Che·ssì vilmente dal fior m’à ‘lungiato,
Ed i’ mi riguardai dal dritto lato,
E sì vidi Ragion col viso piano
Venir verso di me, e per la mano
Mi prese e disse: «Tu·sse’ sì smagrato!
I’ credo che·ttu à’ troppo pensato
A que’ che·tti farà gittar in vano,
Ciò è Amor, a cui dat’ài fidanza.
Ma·sse m’avessi avuto al tu’ consiglio,
Tu non saresti gito co·llui a danza:
Ché, sie certano, a cu’ e’ dà di piglio,
Egli ‘l tiene in tormento e malenanza,
Sì che su’ viso nonn-è mai vermiglio».

Dante Alighieri, Il Fiore

Ci sono imprese sempre precedute da una certa agitazione.

Ci sono  imprese sempre precedute da una certa agitazione.

A.Deineka, Fine morning

Ci sono  imprese sempre precedute da una certa agitazione, da una certa accelerazione della frequenza del polso: come quando uno studente deve sostenere  l’esame, o un corridore sta per entrare in pista, oppure un aviatore è pronto al decollo. Ci sono decine di cose che io posso fare mantenendo  un battito regolare, ma  quando prendo in mano un carboncino e mi avvicino al quadrato bianco di una tela avverto qualcosa di molto simile allo stato d’animo che precede il salto in acqua da un trampolino”.

Aleksandr Deineka