Ti ha fatto per la bellezza e la felicità.

Ti ha fatto per la bellezza e la felicità.

Brad Holland

Dio non t’ha fatto con l’esigenza che tu ti sposassi con un certo marito – immaginarsi se fosse questo lo scopo! – e che questo marito guarisse dalla polmonite miliare che gli è capitata d’inverno. Dio non ti ha fatto neanche per quella ragazza di cui sei innamoratissimo, che sembra metterti l’unica ispirazione religiosa, che sembra unico strumento per il tuo equilibrio o per
un presentimento di felicità; ma ti ha fatto per la bellezza e la felicità che tu dentro il suo volto e, prospetticamente, dietro il suo volto, se sei attento, vedi.
Perciò hai sempre sentito dire una frase, che può sembrarti strana: il Mistero coincide col segno. Noi andiamo a Dio attraverso dei segni che sono più o meno vicini a seconda che ci facciano impressione più o meno, che corrispondano
più o meno. Ma cosa vuol dire che il Mistero coincide col segno? Vuol dire che tu guardi una faccia per quello che veramente essa è nella misura in cui essa ti richiama alla sua essenza, alla sua natura: luogo dove diventa presente l’Eterno, il Mistero. E quindi, se il Mistero è presente dentro la faccia, è anche presente – più presente! – dietro la faccia, come fuga all’infinito (non fuga nel senso che scappa! Fuga nel senso che trascina e svolge).

Luigi Giussani, Si può (veramente?!) vivere così? BUR

Fa che m’adori, ched i’ son tu’ deo; Ed ogn’altra credenza metti a parte (Il Fiore V).

Fa che m’adori, ched i’ son tu’ deo; Ed ogn’altra credenza metti a parte (Il Fiore V).

Con grande umilitate e pacienza
Promisi a Amor a sofferir sua pena,
E c[h]’ogne membro, ch’i’ avea, e vena
Disposat’era a farli sua voglienza;
E solo a lui servir la mia credenza
E` ferma, né di ciò mai nonn-alena:
«Insin ched i’ avrò spirito o lena,
I’ non farò da·cciò giamà’ partenza».
E quelli allor mi disse: «Amico meo,
I’ ò da·tte miglior pegno che carte:
Fa che m’adori, ched i’ son tu’ deo;
Ed ogn’altra credenza metti a parte,
Né non creder né Luca né Matteo
Né Marco né Giovanni». Allor si parte.

Dante Alighieri