La creammo con i nostri desideri e le sigarette e il rum St. James.

La creammo con i nostri desideri e le sigarette e il rum St. James.


Hadley Richardson moriva dalla voglia di tornare a Chicago per incontrare di nuovo Ernest Hemingway, ballare con lui, leggere i racconti che il Saturday Evening Post gli rifiutava e dire che erano meravigliosi, guardarlo in fondo agli occhi azzurri e capire se lui l’amava. “Che cosa vuoi fare?”, “La storia della letteratura, credo”. Era il 1920, non avevano un soldo, lui vendeva qualche articoletto qua e là, lei lo aspettava e basta, poi un giorno Hemingway le scrisse: “Penso sempre a Roma, che ne diresti di venirci con me… come mia moglie?”. Hadley rispose: “Andiamo, ho già fatto le valigie”, si sposarono e invece di
Roma scelsero Parigi (storia bellissima raccontata nel romanzo di Paula McLain, poetessa e insegnante universitaria in California, “Una moglie a Parigi”, Neri Pozza). “All’epoca chiamavamo Parigi ‘il gran bel posto’, e lo era. Dopotutto fu una nostra invenzione. La creammo con i nostri desideri e le sigarette e il rum St. James; la creammo con il fumo e la conversazione brillante e spericolata e sfidammo chiunque a negare che fosse nostra. Insieme creammo tutto per poi distruggerlo”.

Annalena Benini, Il Foglio, 23 aprile 2011

Tornerai qui a darmi un po’ di quella sicurezza che sei tu?

Tornerai qui a darmi un po’ di quella sicurezza che sei tu?

John McCracker

Ho tanti progetti riguardo la scrittura, tante cose da vedere e provare e fare. Senti, ti ricordi di quando hai suonato il pianoforte con i capelli tutti lucenti e poi ti sei alzata e ti sei avvicinata al divano dove ero seduto e hai detto: “Mi capisci, Begonia?”. Mi capisci, Hash? Tornerai qui a darmi un po’ di quella sicurezza che sei tu?
Ernest Hemingway, lettera a Hadley Richardson, la futura prima moglie

Che la tua vita, come ogni giornata, sia l’annuncio della Resurrezione.

Che la tua vita, come ogni giornata, sia l’annuncio della Resurrezione.


Mi narrerai ciò che hai visto, ciò che avrai udito; mi comunicherai ciò che avrai esperimentato. Poiché anch’io possa sforzarmi di più a sviluppare la mia vita sotto il tema di quella armonia. Ti porgo il mio augurio più fraterno, che ti prego estendere alla tua famiglia, in modo particolarissimo alla tua mamma – che sono proprio felice venga con te. Sarei anche tanto volentieri venuto a trovarti oggi: ma il lavoro è molto. L’augurio pasquale per te è sempre strettamente unito all’augurio dell’onomastico: non solo cronologicamente, ma soprattutto nel significato interiore. Che cosa di più magnifico che la tua vita, come ogni giornata, sia l’annuncio della Risurrezione, e da questo annuncio ogni istante e ogni sentimento ed ogni pensiero redento?

Ti abbraccio affettuosamente, don Luigi

Luigi Giussani, Lettere di fede e di amicizia ad Angelo Majo, San Paolo 2007