Senza croce non c’è resurrezione.

Senza croce non c’è resurrezione.

Hans Memling, Schmerzenmutter mit totem Christus

Invece è giusto dire: «L’attrattiva», perché l’attrattiva è la sperimentabilità del vero. Come dice san Tommaso, «la bellezza è lo splendore del vero». «Splendore» vuole dire: è il vero in quanto ti attira, in quanto ti persuade.
Perciò l’estetica non è un’esperienza autenticamente umana, se non è riverbero del vero. Quindi, la moralità è una fatica, un’ascesi; la moralità, in quanto implica ascesi o implica fatica, è per affermare il vero e perciò è
per assicurare un’esperienza di bellezza autentica. Senza sacrificio un rapporto non diventa vero: questa è una formula matematica. Senza croce non c’è resurrezione. Il cristianesimo l’ha codificato, questo. Ma è solo il cristianesimo
che dice che il sacrificio fa diventare veri; afferma, non toglie.

Luigi Giussani, L’io rinasce in un incontro (1986-1987), BUR

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