Il tuo nome è nato da ciò che fissavi.

Il tuo nome è nato da ciò che fissavi.


«Il tuo nome è nato da ciò che fissavi.» Vi ricordate, a Pasqua, l’abbiamo meditata molto questa frase di una poesia, sulla Veronica, di Giovanni Paolo II. «Nacque il tuo nome da ciò che fissavi.» Immaginate Gesù che va al patibolo e tutta la gente attorno, anonima. In questa folla anonima una donna lo guarda, lo fissa, e si apre il varco verso di lui. Immaginate la gente che doveva tirarsi via per farla passare. Allora Egli ha incominciato a guardarla: quella donna, che era anonima nella folla, è diventata presenza da ciò che fissava, apparteneva a ciò
che fissava. La sua persona apparteneva a quell’uomo che fissava: potevano schiacciarla e linciarla. La folla è questo mondo che ci circonda; folla anonima, insensata, perché non ha coscienza del senso, cioè del destino.

Luigi Giussani, L’io rinasce in un incontro (1986-1987), BUR

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