La mancanza di reale desiderio del vero.

La mancanza di reale desiderio del vero.

Bisogna invece guardare il fatto, l’avvenimento, con semplicità, vale a dire bisogna guardare l’avvenimento per quel che dice, per quello che comunica alla ragione, al cuore, senza introdurre per valutarlo fattori estranei, che non c’entrano con esso. Analogamente, lo sguardo al messaggio è «sincero» se guarda a esso per come è portato, per quel che riporta, senza introdurre dei «ma», dei «se»,
dei «forse», dei «però», che sono il fuoco di fila con cui l’impostura che è nell’uomo – la mancanza di reale desiderio del vero – ci distacca dalla realtà, disturba il nostro contatto con essa, ci fa fuggire, ci impedisce di conoscerla e di giudicarla. Il contrario di sincero, cioè impostore, menzognero, indica pertanto l’introduzione di qualcosa di estraneo nel rapporto con la realtà.
Luigi Giussani, Generare tracce nella storia del mondo, Rizzoli

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