Un po’ come si tace una speranza ineffabile.

Un po’ come si tace una speranza ineffabile.


«E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace / un’onta, forse, un po’ come si tace una speranza ineffabile».

Alla radice di quella insicurezza e di quella paura ansiosa, che ci fa fare tanta resistenza a riconoscere l’annuncio più evidente che esista nella storia dell’uomo, per lo sguardo dell’uomo, alla radice di quella inconsistenza sta questa vergogna di sé: «E tutto cospira a tacere di noi, un po’ come si tace / un’onta
[questa vergogna di noi], forse, un po’ come si tace R.M. Rilke, «Seconda Elegia», in Elegie duinesi, Einaudi, Torino 1978.

Luigi Giussani, Uomini senza patria (1982-1983)

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