Non tornerà.

Certo, ha provato un piacere acre nel mettere disordine in casa. L’ha violentata così, con questa violenza sulle piccole cose. Anche prima. C’erano giorni quando prima lui poi lei spostavano un ninnolo – insignificante – nell’ossessione di rimetterlo al suo posto, il posto violato, respinto dall’altro. Un ciondolino di plastica, la bottiglia, il centrino ricamato, la scodelletta di paglia – e l’altro a sua volta, due ore dopo, ripeteva l’operazione all’inverso, sistemando in un altro posto lo stesso oggettino insignificante. Si sono inseguiti, tra i sarcasmi – oh, si conoscevano bene – di stanza in stanza, per tutta casa. Adesso il ninnolo, il ciondolino di plastica, la bottiglia, il centrino, la vaschetta di paglia, è immoto, privo di vita, ebete. Lui non ricorderebbe nemmeno se occupa il posto che lui per ultimo ha voluto dargli o quello su cui si è riversata l’ostinazione di lei.
Non tornerà.

Angiolo Bandinelli, Il Foglio, 4 settembre 2010

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