Solo con un buon morto si può fare un buon resuscitato.

La difficoltà non è solo quella di disporsi ad una rinascita, ma anche di riconoscere ciò che presuppone questa rinascita. In effetti qualcuno potrebbe obiettare: perché rinascere? Non sono forse già nato, non sono già me stesso? Perché avrei bisogno di un incontro perché il mio io possa rinascere? E in effetti per desiderare di rinascere bisogna, in primo luogo, riconoscere che si è morti.

Ma solo con un buon morto si può fare un buon risuscitato.

La buona notizia, la buona notizia della misericordia infinita, presuppone la cattiva notizia della nostra miseria infinita.

Fabrice Hadjadj, 28 agosto 2010, Meeting di Rimini

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