L’amore è un rischio inutile.

E.Hopper, Nighthawks, detail

Perché questa ricerca di sicurezza, perché questo ossessivo evitare i rischi, l’azzardo che il vero rapporto fra due esseri umani comporta in una società che si definisce libera, che sostiene i diritti, che protegge le libertà individuali? E in cui, di conseguenza si dovrebbero immaginare rapporti umani fluidi, spontanei, privati dai legami del bisogno o della tradizione? Ed ecco il primo legame fra sentimento amoroso e ordine sociale. C’è un’analogia – dice Badiou citando Richard Sennett e Zygmunt Bauman – fra quel: “Non ti assumo”, detto dall’imprenditore al lavoratore precario
e quel: “Non mi impegno”, affermato al proprio partner. Paragone audace? Sicuramente. Ma se si esamina la vita sociale con gli occhi dell’amore, si scopre che c’è un filo neppure troppo sottile che lega la negazione del rapporto con l’altro nel lavoro, la noncuranza per la sua sorte, la mancanza di fiducia, la negazione di un rischio e il rifiuto di un impegno amoroso. In entrambi i casi per perseguire la propria sicurezza si abbandona l’altro a se stesso. Oggi assistiamo a una sorta di alleanza – spiega il filosofo francese – fra una concezione liberale e una concezione libertaria dell’amore: “Esse convergono nell’idea che l’amore è un rischio inutile”. La prima rinvia a una sorta di coniugalità in cui tutto è previsto e programmato nella dolcezza della sessualità, l’altra a una pratica sessuale piacevole e piena di godimento. Entrambi fanno economia o rinunciano alla passione. Stretto da questa morsa, da questo accerchiamento il sentimento amoroso esce minacciato nella sua essenza più autentica. E’ ovvio che bisogna reinventarlo insieme al rischio all’avventura contro la sicurezza e il falso comfort. E’ difficilissimo.

Ritanna Armeni, Il Foglio, 7 luglio 2010.

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