E’ perdendosi che uno si ritrova.

Pablo Picasso, Les demoiselles d'Avignon

Quando in questa tensione drammatica sembra prevalere un’ansia o un’angoscia invece che la capacità di abbracciare, cosa manca? Cos’è che mette un freno all’affezione?

E’ una percezione dell’io a priori ammalata, indebolita a priori. Uno -si dice- “ha paura della sua ombra”. Se uno ha paura della sua ombra, non potrà mai dir “tu”. Se uno ha paura di perdersi nel rapporto con l’altro, non potrà mai avere rapporto con l’altro.

E’ l’origine del fatto che tanti matrimoni si sgonfiano (mi vien da dire quasi tutti!). Perché uno, a un certo punto, non vuol perdersi, teme di perdersi, si adonta quasi di fronte a un sopruso; l’altro diventa un sopruso. E invece è perdendosi che uno si ritrova, è dicendo “tu” che uno ritrova l’io, è dicendo “noi” che uno ritrova sé.

Luigi Giussani, “Tu” (o dell’amicizia), BUR, Milano