L’amore possibile.

J.W.Waterhouse, Tristano e Isotta

L’amore più grande non si trova nell’amore “impossibile”, ma nell’amore possibile, naturale, per esempio nell’amore coniugale. Ci sono Tristano e Isotta, ma ci sono anche il signore e la signora Rossi. Si sostengono a vicenda giorno dopo giorno, nonostante le scaramucce quotidiane, e il signor Rossi fa alla moglie il dono di essere pienamente donna in quanto madre, e la signora Rossi fa al marito il dono di essere pienamente uomo in quanto padre, ed entrambi danno se stessi alla cura dei piccoli Rossi che Dio, con il loro aiuto, ha tirato fuori dal nulla.

Fabrice Hadjadj, Farcela con la morte, Cittadella

L’amore estremo.

Caravaggio, Narciso

L’amore estremo solitamente è descritto attraverso una donna appassionata che si consuma per un amante sdegnoso, un amore in cui deve annientarsi. (…) Non è forse questo l’amore più alto: distruggersi per qualcuno? Diciamocelo, a questa stregua sarebbe ancora più bello uccidersi per amore del proprio cagnolino, o per una pietra, o, colmo dei colmi, per niente. L’amore del nulla è il più gratuito: non c’è veramente niente da aspettarsi in cambio, perciò può anche ammantarsi di un’aura più tragica. Ma questa aura è un miraggio, perché si pensa di darsi totalmente ma non si dà niente. In realtà ci si ripiega su se stessi per guardarsi prendere l’atteggiamento del dono. (…) Così affoga Narciso.

Fabrice Hadjadj, Farcela con la morte, Cittadella

Crescere, per lui, è essere profondamente vinto da una forza sempre più grande.

Gauguin, La lotta di Giacobbe con l'angelo.

Ciò su cui trionfiamo è piccolo

e il successo stesso di rende piccoli.

L’eterno e il meraviglioso

non vuole essere piegato da noi.

(…) Colui che l’angelo ha vinto

Non è tentato dai trionfi.

Crescere, per lui, è essere

profondamente vinto

da una forza sempre più grande.

R.M.Rilke “il contemplatore” ne Il libro delle immagini

Un uomo lottò con lui fino all’apparir dell’alba.

E.Delacroix, Giacobbe lotta con l'angelo.

E Giacobbe si levò, quella notte, prese le sue due mogli, le sue due serve, i suoi undici figliuoli, e passò il guado di Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente, e lo fece passare a tutto quello che possedeva.

Giacobbe rimase solo, e un uomo lottò con lui fino all’apparir dell’alba. E quando quest’uomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la commessura dell’anca; e la commessura dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui.

E l’uomo disse: “Lasciami andare, ché spunta l’alba”. E Giacobbe: “Non ti lascerò andare prima che tu m’abbia benedetto!”

E l’altro gli disse: “Qual è il tuo nome?” Ed egli rispose: “Giacobbe”.

E quello disse: “Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, poiché tu hai lottato con Dio e con gli uomini, ed hai vinto”.

E Giacobbe gli chiese: “Palesami il tuo nome”. E quello rispose: “Perché mi chiedi il mio nome?”

E lo benedisse qui. E Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, “perché”, disse, “ho veduto Iddio a faccia a faccia, e la mia vita è stata risparmiata”.

Il sole si levava com’egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dell’anca.

Genesi (32:22-31)

Il principe di questo mondo è stato giudicato.

Matthias Grünewald, Il Cristo deriso

Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato. Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi. Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

Se questi taceranno, grideranno le pietre.

Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: “Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è mai salito; scioglietelo e portatelo qui. E se qualcuno vi chiederà: Perché lo sciogliete?, direte così: Il Signore ne ha bisogno”. Gli inviati andarono e trovarono tutto come aveva detto. Mentre scioglievano il puledro, i proprietari dissero loro: “Perché sciogliete il puledro?”. Essi risposero: “Il Signore ne ha bisogno“.

Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Via via che egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, esultando, cominciò a lodare Dio a gran voce, per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:

Benedetto colui che viene,
il re,
nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!”
.

Alcuni farisei tra la folla gli dissero: “Maestro, rimprovera i tuoi discepoli”. Ma egli rispose: “Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre”.

Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”.

I poveri li avete sempre con voi.

Giotto, Gesù entra in Gerusalemme

Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Àzzimi, e i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di catturare Gesù con un inganno per farlo morire. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non vi sia una rivolta del popolo».

Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo. Ci furono alcuni, fra loro, che si indignarono: «Perché questo spreco di profumo? Si poteva venderlo per più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.

Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».