La vita vista da un’altra prospettiva.

La mattina pioveva ancora o di nuovo. Solo nella stanza, intrappolato in quel letto dalle molle esauste, ascoltò il traffico sotto la finestra, lo stridio smorzato delle gomme sotto la pioggia. Se alzava gli occhi vedeva i lembi di carta da parati che pendevano dal soffitto, il vetusto e barocco impianto a gas con i putti di ottone. Si tirò su a sedere. Una pioggia grigia e obliqua oltre il vetro. Nei tubi dell’acqua calda era in corso qualche terribile attività di fonderia e sul calorifero c’era una piccola valvola a fungo che fischiava come un bollitore. Posò i piedi contratti sul vecchio linoleum freddo e imbarcato e nudo com’era andò alla finestra e rimase a guardare il traffico del lunedì nelle strade sottostanti. La vita vista da un’altra prospettiva.

Cormac McCarthy, Suttree, Einaudi

Se è solo da mangiare che vuole, lo troverà.

Paul Cézanne, Natura morta

(,,) non si mosse. Nemmeno posò il piatto. Nemmeno smise di masticare. Così stava lì in piedi al centro della stanza, reggendo il piatto e masticando, quando la porta si aprì e la donna entrò. Indossava una vestaglia scolorita e in mano teneva una candela, levata così alta che la luce le cadeva sul viso: un viso calmo, serio, per niente allarmato. Alla morbida luce della candela sembrava avere poco più di trent’anni. Rimase ferma sulla porta. Si guardarono per più di un minuto, quasi nell’identica posizione: lui col piatto, lei con la candela. Aveva smesso di masticare, adesso.

“Se è solo da mangiare che vuole, lo troverà” disse con una voce calma, un po’ profonda, assolutamente fredda.

W.Faulkner, Luce d’agosto, Adelphi