Tutto è racconto.

Il compito nel narratore non è facile, disse. Pare che sia obbligato a scegliere la storia che racconta tra le tante possibili. Ma naturalmente non è così. Al contrario, si tratta di derivarne tante dall’unica storia. Il narratore deve essere sempre pronto a inventare contro l’obiezione di chi ascolta -espressa più o meno apertamente- che quel racconto l’ha già sentito. Mette in moto le categorie all’interno delle quali l’ascoltatore desidera far rientrare il racconto nel momento in cui lo ascolta. Ma capisce che in effetti il racconto non è di per sé una categoria ma piuttosto la categoria di tutte le categorie, poiché non c’è nulla che cada fuori dai suoi confini. Tutto è racconto. Senza alcun dubbio.

Cormac McCarthy, Oltre il confine, Einaudi

Un gatto che dà consigli.

Il fuoco scoppiettava nella stufa. L’uomo si appoggiò allo schienale della sedia. Unite le mani per la punta delle dita, le piegò pensoso, una contro l’altra. Come per misurare la forza di un enunciato complicato. Un grosso gatto grigio salì sul tavolo e si mise a guardarlo. Gli mancava quasi del tutto un orecchio e aveva lunghi denti. L’uomo si scostò leggermente dal tavolo e il gatto gli saltò in grembo, si raggomitolò, voltò la testa e guardò solennemente il ragazzo dall’altra parte del tavolo, come un consigliere. Un gatto che dà consigli.

Cormac McCarthy, Oltre il confine, Einaudi