Qualcuno che inventi (?) valori.

Inferno, Demoni e barattieri, illustrazione di Gustave Doré

Se ho soppresso Dio Padre, è necessario qualcuno che inventi i valori. Bisogna prendere le cose così come sono. E, d’altronde, dire che inventiamo i valori significa soltanto questo: la vita non ha senso a priori. Prima che la viviate, la vita non è niente, sta a voi darle un senso, e un valore non è altro che quel senso che avete scelto.

Jean-Paul Sartre, L’esistenzialismo è un umanismo, Mursia 2007

Non c’è gioco senza regole.

Se vuoi liberarti dal torpore, devi sottometterti umilmente alla disciplina del solfeggio, delle gamme, della diteggiatura, dell’armonia. Non c’è gioco senza regole; più ti attieni alla regola, più sei libero di interpretare e improvvisare. Le tue trasgressioni sono piacevoli soltanto se nel sottofondo c’è il rispetto della regola, altrimenti non è possibile trasgressione, né fantasia.

Ora, colui che dice di essere lui a decidere, che non c’è armonia e diteggiatura obiettive, colui che pensa che lanciando anarchicamente dita da strangolatore sulla tastiera si sia bravi quanto Lipati o Gould, distrugge semplicemente, sia il pianoforte sia la sua stessa libertà, perché allora un gatto che corresse sui tasti diventerebbe il più fantastico degli interpreti.

Sergej Markarov

Non riescono a contemplare la possibilità di una vita senza di Lui.

The Grand Canyon

(..) Ma non ve n’era. Come tra gli alberi non v’era il sussurro di Dio. La sua voce è inconfondibile. Quando gli uomini la sentono, cadono in ginocchio, ne hanno l’anima lacerata, gridano a Lui e non vi è alcuna paura in loro, ma solo quel tumulto nel cuore che sgorga dalla nostalgia, e implorano di poter rimanere al suo cospetto, perché sanno in quel preciso istante che se i senzadio possono vivere dignitosamente nel loro esilio, coloro ai quali Egli ha parlato non riescono a contemplare la possibilità di una vita senza di Lui, ma soltanto oscurità e disperazione.

Cormac McCarthy, Oltre il confine, Einaudi

E all’improvviso ti aiuta a piangere.

Duke Ellington

La vera musica

Ci va carattere e fisarmonica,

senso del brivido e solitudine

per far musica, la grande musica

con gli occhi a mandorla, e non si sa perché non si sa perché…

La vera musica, che sa far ridere

e all’improvviso ti aiuta a piangere…

la grande musica frequenta l’anima

col buio inutile, e non si sa perché, e non si sa perché…

Quando ti guardano con gli occhi torbidi

le donne dei tuoi amici… e tu capisci e non capisci…!?!

Ma c’è la musica che tutto domina

col buio inutile, e non si sa perché, e non si sa perché…

Paolo Conte, Paris Milonga, 1981