C’è la verità e quindi il distacco.

Fiandra, Miniatura della Natività

«Siccome non c’è niente di inutile al mondo […], il desiderio di possesso, la volontà di possesso diventa lo spunto per incominciare il lungo cammino al Tu». È questo che tante volte non siamo in grado di fare, e perciò o scivoliamo nell’istintività o stronchiamo la nostra umanità. E siccome questo cammino ci sembra misterioso, nel tentativo di comprenderlo pensiamo: prima c’è il distacco e poi affermo questa cosa. Dice in un passaggio don Giussani: «No. È l’opposto! Non “prima c’è il distacco e poi c’è la verità”: c’è la verità e quindi il distacco». Questa è la pretesa di Cristo: soltanto perché c’è la verità, dove l’uomo può vedere compiuta tutta la sua vita, tutta la sua affezione, egli può rapportarsi in un modo vero con tutto.

Racconta un universitario a un amico della sua reazione davanti a una proposta indecente: «Era bella, e stavo per dirle di sì, volevo dirle di sì, ma quando ho iniziato a risponderle mi sono venute le lacrime agli occhi, grazie a Dio. Mi sono fermato un attimo e ho pensato alla giornata di inizio, al fatto di darsi le ragioni di tutto, ai miei amici. E così ho detto di no, perché le volevo bene, e che ero convinto che era la cosa più istintiva e senza ragioni che potessimo fare».
Questo non succede soltanto nel rapporto con una persona, ma nel rapporto con le cose, con tutto. Mi chiedeva un gruppo di amici davanti al tentativo di vivere il potere o gli interessi: «Come possiamo vivere in modo da non soccombere al potere o agli interessi?». Sapete che cosa ho risposto? Ho parlato della verginità: è soltanto se c’è la verità, se c’è Cristo, se c’è qualcosa che compie la vita più di qualsiasi altra cosa, che uno può vivere in un rapporto di verità con tutto: con l’altro, con gli interessi, con il potere e con le cose. Avremo il coraggio qualche volta di fare la verifica di questa proposta di Cristo, di verificare fino in fondo se la proposta di vita che Cristo ci offre come compimento del nostro umano, perciò della nostra affezione, è in grado di rispondere, o saremo sempre a metà strada?
È soltanto la verità, è soltanto la bellezza di qualcosa che vivo, che rende possibile non cedere all’istintività. Non si tratta di stroncare o di censurare, ma di ordinare l’istinto allo scopo, di avere qualcosa che sia più potente, che abbia un’attrattiva più grande, dal quale tutto il mio essere con tutte le mie energie sia calamitato.

Julian Carròn

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2 pensieri su “C’è la verità e quindi il distacco.

  1. Mah… capitassero più spesso donne che fanno proposte indecenti!!!
    Quindi accettare la proposta e vivere un bel pomeriggio di sesso sarebbe cedere all’istintività?
    E se da cosa nascesse cosa e i due scoprissero di amarsi?

    • Se da quel pomeriggio nascesse qualcosa di grande sarebbe perché Dio si serve di qualunque circostanza, dunque anche dell’istinto, per aprire il cuore e la ragione. Resta che, come chiunque di noi può constatare nell’esperienza di ogni giorno, quei due si affidassero al solo istinto, la loro storia non reggerebbe. Perché non basterebbe più: e sarebbe sufficiente che uno dei due si ammalasse, anche solo diventare vecchi per capire che non può essere quello che fonda un rapporto.

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