Perchè parlare della verità.

Mi hanno chiesto perché io faccia così sovente riferimento, nei post che inserisco nel blog, al tema della verità.

Oggi, parlandone al volo, mi è venuto da rispondere perché la verità ci farà liberi. Ma dirlo così non basta.

Quello che dice Giancarlo Cesana, quel discorso che lui ha fatto provando a spiegare cosa significhi l’affermazione di Julian Carròn che “la bellezza è una ferita” mi interroga in continuazione, mi porta di continuo a chiedermi cosa voglio per me stesso, cosa sto cercando. Cosa vi sia, appunto, nelle cose tale da non bastarmi mai, tale da richiamare, sempre, altro da me? Parlo della verità di me perché parlo del significato di me, dall’evidenza più elementare –non mi faccio da solo– a quella più faticosa, quella che mi costringe, da tre anni in qua, a non accontentarmi mai di niente, a tenere sempre il tiro alto. A dire, sempre, che per meno di così non mi interessa niente. né i rapporti, né le persone.

E poiché l’esperienza che ho fatto nella mia vita è quella di essere raggiunto da questa Verità, attraverso Dio fatto Uomo, che ha la potenza incredibile del Natale che fra poco festeggeremo, ma ha anche facce e volti dei miei amici e delle circostanze che vivo, io questo dico, questo racconto. E su questo provo a lavorare, prima di tutto per me stesso.

2 pensieri su “Perchè parlare della verità.

  1. Non tutti hanno la tua forza. La verità non è sempre bianca o nera, ci sono tutta una serie di sfumature grigie, la verità spesso ferisce chi ami, preferisco un pò di oblio ma nessun dolore per chi amo. La verità non deve essere ad ogni costo, non può giustificare certe ferite che si infliggono.

    • Non credo che il problema sia che la verità ha delle sfumature, e neppure che io sono forte. Non sai nemmeno quanto io sia debole, quanto io pianga e quanto lo abbia fatto, anche solo una settimana fa, semplicemente ascoltando una musica che poi ho voluto mettere sul blog. Hai scritto che la verità non può essere ad ogni costo, non può fare male: perché? dove è scritto che non si debba fare fatica, che nei confronti di chi ami l’atteggiamento sia solo quello di smussare gli spigoli e non, al contrario, di tirare fuori le cose? La verità se è tale non lascia indietro nulla: anche se perdona tutto. Perdona anche la fatica ed il limite di ognuno di noi, ma non fa sconti, non può farli, sulla fatica del rapporto fra un uomo ed una donna. Io di sconti non ne voglio più, non mi interessano, per meno di qualcosa che sia vertiginoso non mi muovo. Come dice Cormac McMcCarthy, anzi, come fa dire ad uno dei suoi personaggi di Sunset Limited, “se non sento la scia del profumo della divinità”…
      Ecco, senza quella scia non vale la pena: e se per valere la pena devo fare fatica, allora voglio la fatica, anche se fa male. Leggi quel post bellissimo (infatti non è mio), di Marianna Rizzini nell’intervista a Francesco Agnoli, la fatica della relazione con una donna. E poi ne riparliamo. Grazie per avere scritto.

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