La realizzazione della felicità.

Vincent van Gogh, Campo di grano in luglio sotto un cielo nuvoloso

La realizzazione della felicità non è il realizzarsi di quello che voglio io, ma è che il desiderio è veramente tale nella misura in cui si apre a qualcosa di più grande. Noi desideriamo le cose che sono al di là della nostra capacità, che non possiamo prendere, e quindi il realizzarsi della felicità sfugge al nostro potere. In tutti i desideri, anche in quelli perversi, c’è dentro questo “altro”. Il problema che siamo dipendenti da questo altro ma affrontiamo i nostri desideri come se dipendessero da noi. Allora cercando la felicità non cerchiamo la verità perché i desideri si realizzano attraverso il sacrificio, alla mortificazione per qualcosa d’altro.

Giancarlo Cesana

Ciò che sento fatto per me mi parla di Altro.

Amedeo Modigliani, Jeanne Hebuterne

La verità è bellezza perché si vede, si può entrare in contatto con lei in modo corrispondente.

Ciò che sento fatto per me mi parla di Altro.

Giancarlo Cesana

Eccesso di zelo ed idiozie politicamente corrette: la festa delle luci.

A Cremona un insegnante, -rispetto al quale avrei problemi a definire compiti, ruoli e missione educativa- per non urtare la sensibilità dei non cristiani, ha pensato bene di definire la festa del Santo Natale, nella scuola dove lavora, come Festa delle luci. Hanno smesso persino a Reggio Emilia, nei mitici asili dei soviet, nonché in Russia, di provare a ri-denominare il Natale come festa di Babbo Gelo (Babbo Natale è Santa Claus, non è nemmeno lui politicamente corretto). La tristezza che suscita la notizia non deriva dall’idiozia della proposta: no, deriva dal fatto che l’Occidente, davvero, sta suicidando se stesso e i suoi abitanti, evirati dentro, devitalizzati dentro l’anima.