Resistere richiede una forza maggiore che attaccare.

1.Colui che attacca assume il ruolo del più forte; colui che resiste è quindi il più debole che resiste al più forte, cosa che è sempre la più difficile,

2.Per colui che attacca il pericolo sembra lontano, mentre è presente per colui che subisce l’attacco, ed è più difficile non vacillare per eventi presenti che non per venti futuri.

3.Resistere può avare una durata temporale; viceversa, attaccare può essere l’effetto di un impulso improvviso. Ed è più arduo restare a lungo irremovibile che lasciarsi andare subitaneamente a qualcosa di difficile. Ciò fa dire ad Aristotele che “alcuni volano incontro ai pericoli e si tirano indietro quando si trovano in mezzo; gli uomini forti sono tutto il contrario.”

San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, 123, art.6, ad primum.

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