Ringraziare Dio.

Salgo sul tetto, devo ritirare dalla terrazza i panni asciutti per far spazio al bucato fresco appena tolto dalla lavatrice. La mattinata è splendida, il caldo dell’autunno prolungato si fa sentire. Il cielo è azzurro, il mare è una tavola,  aleggia sopra appena un po’ di foschia. C’è la pace, la calma e il silenzio di sempre quassù, interrotto ogni tanto dal canto del gallo della vicina, dai versi degli uccelli che svolazzano attorno e visto che è l’ora di pranzo, dal rumore dei piatti e il parlottio delle persone a tavola. Nell’aria si sparge il profumo del sugo di pomodoro dell’immancabile pastasciutta che arriva dalle case  arroccate sopra di me e che comincia a stuzzicarmi l’appetito. Mi faccio rapire da quest’atmosfera. Appoggio il cestino delle mollette per terra e mi metto accovacciata sul muretto. Con gli occhi chiusi m’abbandono all’insolito calore di novembre e al bel venticello che ogni tanto mi sfiora il viso. Rimango così per una buona mezz’ora, finchè il sole non viene coperto dal pino marittimo che domina l’incantevole paesaggio da uno dei giardini terrazzati circostanti. Finalmente raccolgo i panni e scendo giù. Ho proprio fame. Mangio una bella fetta di pizza di maccheroni e due cachi dolcissimi. Sorseggiando il caffè penso tra me e me: “sono proprio una persona fortunata”.

Momenti divini sulla costa divina, Il Foglio 20 novembre 2009, Cristina Preiner , Vietri sul Mare (Sa)

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