Famiglie indistruttibili.

(..) Era un figlio fragile che non riusciva a uscire dallo schifo della droga, è una famiglia forte con padre, madre e sorella maggiore che si abbracciano e non danno colpe, non gridano la rabbia, ma fanno domande e aspettano, si dissociano dai violenti che tirano le bottiglie e urlano bestialità, offrono perfino solidarietà alla polizia, chiedono a tutti “di mantenere il nostro stesso contegno”. Contegno eroico, gentile, commovente: la sorella di Stefano, intervistata all’Era Glaciale, splendeva di dolore e di dignità, ha spiegato a testa alta che la cosa più terribile è pensare che suo fratello si sia
sentito abbandonato mentre moriva, abbandonato da loro che lo amavano.

“Ha sofferto molto, ed era solo”. E’ vero, è questo il peggio del peggio: non avere l’abbraccio della propria famiglia, anche dopo tutte le bugie, anche quando c’è un chilo di droga nascosto dentro un armadio, e il bilancino e qualcos’altro per preparare le dosi. Lui non voleva che loro lo sapessero. Loro l’hanno saputo perché sono andati a casa a piegargli i vestiti, a chiudere le finestre e a piangerlo ancora.

“Non avevo mai visto della droga, se non nei film”, ha detto il padre. “Non ci eravamo accorti che ci era ricaduto”. Sono morti una seconda volta, ma hanno denunciato il ritrovamento di quel chilo di veleno e l’avrebbero fatto “anche se mio figlio fosse ancora vivo”. Una famiglia d’acciaio che stava cercando di salvare la vita al proprio ragazzo tenendolo stretto nell’acciaio dell’amore. “Mio fratello non era né un eroe né un modello”, ha detto Ilaria Cucchi. Era suo fratello, è il mondo che crolla e non si sa come ci si potrà mai più rialzare, parlare, sorridere. Lei sorrideva mentre raccontava di quanto era buono Stefano che da bambino voleva proteggerla anche se aveva quattro anni di meno, lei non abbassava lo sguardo quando descriveva il corpo sul tavolo dell’obitorio. “Un dolore indicibile”, ma basta guardare i loro occhi per sentirlo addosso.

Quel ragazzo è morto e la sua famiglia è diventata il simbolo di tutte le famiglie indistruttibili, impossibili da annientare.

Annalena Benini, Il Foglio, 18 novembre 2009

Ringraziare Dio.

Salgo sul tetto, devo ritirare dalla terrazza i panni asciutti per far spazio al bucato fresco appena tolto dalla lavatrice. La mattinata è splendida, il caldo dell’autunno prolungato si fa sentire. Il cielo è azzurro, il mare è una tavola,  aleggia sopra appena un po’ di foschia. C’è la pace, la calma e il silenzio di sempre quassù, interrotto ogni tanto dal canto del gallo della vicina, dai versi degli uccelli che svolazzano attorno e visto che è l’ora di pranzo, dal rumore dei piatti e il parlottio delle persone a tavola. Nell’aria si sparge il profumo del sugo di pomodoro dell’immancabile pastasciutta che arriva dalle case  arroccate sopra di me e che comincia a stuzzicarmi l’appetito. Mi faccio rapire da quest’atmosfera. Appoggio il cestino delle mollette per terra e mi metto accovacciata sul muretto. Con gli occhi chiusi m’abbandono all’insolito calore di novembre e al bel venticello che ogni tanto mi sfiora il viso. Rimango così per una buona mezz’ora, finchè il sole non viene coperto dal pino marittimo che domina l’incantevole paesaggio da uno dei giardini terrazzati circostanti. Finalmente raccolgo i panni e scendo giù. Ho proprio fame. Mangio una bella fetta di pizza di maccheroni e due cachi dolcissimi. Sorseggiando il caffè penso tra me e me: “sono proprio una persona fortunata”.

Momenti divini sulla costa divina, Il Foglio 20 novembre 2009, Cristina Preiner , Vietri sul Mare (Sa)

Come cani senza un osso, come attori senza una parte.

Riders on the storm

Riders on the storm

Into this house we’re born

Into this world we’re thrown

Like a dog without a bone

An actor out alone

Riders on the storm

There’s a killer on the road

His brain is squirmin’ like a toad

Take a long holiday

Let your children play

If ya give this man a ride

Sweet memory will die

Killer on the road, yeah

Girl ya gotta love your man

Girl ya gotta love your man

Take him by the hand

Make him understand

The world on you depends

Our life will never end

Gotta love your man, yeah

Wow!

Riders on the storm

Riders on the storm

Into this house we’re born

Into this world we’re thrown

Like a dog without a bone

An actor out alone

Riders on the storm

Riders on the storm

Riders on the storm

Riders on the storm

Riders on the storm

Riders on the storm

 

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta

nati in questa casa

buttati in questo mondo

come cani senza un osso

come attori senza la parte

Cavalieri nella tempesta

c’è un assassino sulla strada

il suo cervello si dimena come un rospo

prenditi una lunga vacanza

lascia che i tuoi figli possano giocare

Se tu dai un passaggio a quest’uomo

i dolci ricordi spariranno

un assassino sulla strada, sì

Ragazza tu hai bisogno di amare il tuo uomo

Ragazza tu hai bisogno di amare il tuo uomo

prendilo per mano

fagli capire

che il mondo dipende da te

(e) la nostra vita non finirà mai

Hai bisogno di amare il tuo uomo, sì

Wow!

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta

nati in questa casa

buttati in questo mondo

come cani senza un osso

come attori senza la parte

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta

Cavalieri nella tempesta