La serietà dello sguardo ai propri bisogni.

Antonello da Messina


La prima condizione perché l’avvenimento, il movimento come avvenimento, come fenomeno imponente, si realizzi, la prima condizione è proprio questo sentimento della propria umanità; la parola che ho usato in principio la mantengo: l’ “affezione a sé”. L’affezione alla propria umanità è il contrario dell’egoismo, perché l’affezione a sé o alla propria umanità è molto più di uno stupore per qualche cosa che si ha addosso e che non ci si è dato noi che neanche un’affermazione accanita di quello che si pensa o si sente.

Nell’affezione a sé, nell’attaccamento a sé stessi, originale, c’è affermata la sorpresa di non essersi fatti da sé, lo stupore di questa oggettività che è il mio soggetto, la meraviglia di questa cosa che chiamo “io”.

Anche senza che ci sia necessità di una percezione filosoficamente adeguata o maturamente degna di tutto questo, quello che sto dicendo, questa affezione a sé, si traduce normalmente nella serietà dei propri bisogni, nella serietà dello sguardo ai propri bisogni.

don Luigi Giussani, Uomini senza patria

Senza un criterio, dunque senza un giudizio.

Non c’è solo il silenzio delle vestali della moralità e del rispetto per la donna, nella totale assenza di commenti alla performance romana di Mohammar Gheddafi.

Dev’esserci qualcosa di più, qualcosa che si pensa ma che non si può dire, quella stessa cosa che impedisce che black-block e giovani democratici vadano a sfilare a Ryad per la libertà di culto o a Teheran per la libertà politica –così come, un tempo, si guardavano bene dal manifestare a Mosca-. Dev’essere qualcosa che a che fare, più sottilmente, con una cultura naturaliter poligamica e primitiva del dittatore libico, un uomo che vive in una tenda, nel deserto, spostandosi continuamente. Di questa cultura, nessuno dice nulla, non solo perché giudicarla sarebbe politically uncorrect; ma soprattutto perché giudicare vuol dire paragonare la propria esperienza con un criterio. E le vestali della moralità e del rispetto della donna, quel criterio non ce l’hanno.