Stato Etico

(..) L’ attenzione (critica) verso il nuovo insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione» non dipende dall’ammontare di ore, più o meno alto, ad esso dedicate, bensì dal valore altamente sintomatico che a mio giudizio la sua introduzione nel nostro ordinamento scolastico riveste. Sintomatico di che cosa? Della trasformazione strisciante che da anni, come ho scritto, investe la scuola italiana: da luogo di apprendimento di contenuti disciplinari e di esperienza in prima persona dei connessi valori e forme culturali – dove essenzialmente per questa via si realizza la formazione della personalità morale e civile dei discepoli – ad agenzia educativa dedita alla prescrittiva somministrazione diretta di tavole di valori (l’ educazione stradale, alimentare, affettiva, adesso l’ educazione alla «cittadinanza» e alla «Costituzione») meccanicamente desunte da un dover essere civico-ideologico.

 

Ernesto Galli Della Loggia Corriere della Sera, 13 novembre 2009

Libera nos, Domine.

Si dice che una buona morte sia quella di cui non ci si rende conto. Vorremmo essere portati via nel sonno, andarcene senza dolore, senza spavento, dolcemente, come una candela che si spegne, un soufflé che si affloscia, la nebbia che si disspia.

Oppure non vorremmo andarcene affatto, ma essere folgorati all’istante, con il pensiero ancora fisso sulla festa di ieri o sul progetto di vacanze in Martinica. Riguardo a tali richieste, la litania dei santi sembra dimostrare una grande ferocia:”Di una morte improvvisa e imprevista, liberaci Signore”.

 

Fabrice Hadjadj, Réussir sa mort, Presses de la Renaissance, 2005

In questa domenica sommessa e tortuosa.

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Winslow Homer

Attraversò la cabina e si stese sulla cuccetta. Chiuse gli occhi. Una legegra brezza dalla finestra gli agitava i capelli. La baracca vibrava vagamente sul fiume e uno dei fusti d’acciaio sotto il pavimento si dilatò per il caldo con malinconico bong.

Gli occhi che riposano. In questa domenica sommessa e tortuosa. Il cuore che pompa sotto lo sterno. Il sangue impegnato nei suoi circuiti stabiliti. La vita nel piccolo, nei più angusti recessi. Il rospo che pulsa fra le foglie. La fragile guerra cellulare in una goccia d’acqua. Destrocardiaco, ha detto il medico sorridendo.

Il suo cuore è dove deve essere.

Rattrappito dalle intemperie e dal manco d’amore.

La pelle tesa e spaccata come un frutto troppo maturo.

Cormac McCarthy, Suttree, Einaudi 2009