Spaccio di generi.

Donne thaitiane, Gauguin

Le architetture della seduzione non potevano dunque che andare incontro a rovina, meglio: a smottamenti di genere.
Nelle società sane la quota di mascolinità che alberga in una donna la qualifica come racchia e basta, nulla d’ambiguo che possa indulgere a strategie di qualificazione di Sexual Personae o spaccio di generi dell’identità – ovvero, bisex, transgender o transex – o commercio di comuni indecenze, quelle sempre in voga presso la buona coscienza del moderno occidentale altolocato.

 

Pietrangelo Buttafuoco, Fimmini, Mondadori 2009

Il matrimonio è assoluto e Dio ne è l’eterno testimone.

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From Hurtigruten, watching the sea. Norway, 2009

Cos’è il matrimonio?

Un incontro ove ci si abbandona all’amore e alla generosità, all’intelligenza e alla gioia; un’unione in cui nasce qualcosa.

Mi sono sposato migliaia di volte nella mia vita, particolarmente fruttuosi i matrimoni con “L’Odissea”, “Guerra e pace”, “I fratelli Karamazov”…
Per non parlare di quella volta che mi sposai con il luccichio di un’onda del mare. Un uomo sposa tante persone e cose nella sua vita, donne, uomini, animali, sposa laghi, fiumi, monti, lavori, lotte, idee. Ci si sposa sempre per amore perché senza amore non c’è matrimonio ma calcolo sovente travestito da dovere, patto col diavolo insomma; e niente nasce.

Il matrimonio non è indissolubile né solubile ma assoluto e Dio ne è l’eterno testimone: quel che accade per una sola volta, è per sempre.

Umberto Silva, Il Foglio, 31 ottobre 2009

Commemorazione dei fedeli defunti.

Saint_Odilon

La commemorazione dei fedeli defunti è stata istituita da sant’Odilon, quinto abate di Cluny. L’Arciconfraternita di Notre-Dame de Cluny, fondata dal Cardinale Perraud, è incaricata di pregare per le anime del purgatorio.

“In effetti, all’indomani della solennità di tutti i santi, in cui la chiesa celebra nella gioia la comunione dei santi e la salvezza degli uomini, sant’Odilon ha voluto esortare i suoi monaci a pregare in modo particolare per i morti, contribuendo così misteriosamente al loro accesso alla beatitudine; a partire dall’abbazia di Cluny si è poco a poco diffusa l’usanza di intercedere solennemente per i defunti, attraverso una celebrazione che sant’Odilon ha chiamato la Solennità dei morti, pratica che è oggi in vigore nella chiesa universale.”

Giovanni Paolo II