La fine della letteratura: il premio Nobel

Panda

Perde la letteratura come noi la conosciamo, e come dovrebbe continuare ad essere se non vuole fare la fine dei panda.

Qualcosa che, oltre ad essere materia per gli specialisti che si accostano ai romanzi muniti di bisturi per la dissezione, procuri quei piaceri che gli scrittori davvero grandi non si sono mai vergognati di procurare ai loro lettori. Non deve essere per forza Philip Roth. Anche Joyce Carol Oates sta tra i meritevoli. Amos Oz, o magari Aharon Applefeld, sarebbero state ottime scelte. Ma i signori del Nobel o non leggono abbastanza o mancano di coraggio.

Annalena Benini, Il Foglio, 9 ottobre 2009

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