Educare al desiderio

amore 18

La nozione di educazione sessuale è problematica, perché la sessualità implica l’esperienza del desiderio e del suo eccesso. Il desiderio sessuale non si educa così come ci si educherebbe alla matematica: non è una semplice forma di istruzione. Si tratta di un desiderio che ci fa sentire non più padroni di noi stessi. Questa esperienza di spossessamento chiede di essere vissuta pienamente, e qui si innesta l’esigenza dell’educazione nel senso di un “accompagnamento” del desiderio. Ma non per contenerlo, spezzarlo, diminuirlo, anzi: per andare fino in fondo.

Fabrice Hadjadj, intervista apparsa su Tempi.

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Creare dei legami

“Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami”.
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te.
E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’è un fiore, credo che mi abbia addomesticato.”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra.”

Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe

Esprimere il Sacro: l’arte e l’Infinito

Rogier Van Der Weyden

Effettivamente, durante tutto il corso del Medioevo l’arte non fu mai avulsa dalle sue origini. Intendiamo dire che essa esprime il Sacro. E questo legame tra arte e il sacro è radicato nelle fibre stesse dell’uomo, in tutte le civiltà; gli specialisti di preistoria ce lo confermano, e sin dall’apparizione dell’arte delle caverne. Tutte le razze, sotto tutti i cieli, volta a volta attestarono quest’intima comunione, questa tendenza che inerisce all’uomo e lo porta a esprimere il Sacro, il Trascendente, in quest’altro linguaggio che è l’arte in tutte le sue forme.

Régine Pernoud, Medioevo. Un secolare pregiudizio, Bompiani, Milano 1992