Sentivo un’infelicità vicina

“Clinicamente depresso”, “dipendente da psicofarmaci”, sono i pettegolezzi su Gordon Brown e non sono divertenti. Niente amanti da intervistare, niente indignazioni collettive, niente scandali da rotocalchi, solo un premier che forse per dormire prende i sonniferi e sorride un po’ a fatica.
Non servono confessioni alla Lady D.

Sarah ha spiegato ieri a Brighton i motivi per cui ama Gordon Brown: non ci ha messo la formidabile allegria, l’impareggiabile senso dell’umorismo, la capacità di farla ridere a crepapelle giorno e notte, l’incrollabile ottimismo.
Ma la gentilezza, l’intelligenza, l’onestà, l’interesse per gli altri, l’amore per l’Inghilterra, l’impegno costante, tutte le cose banali che un premier deve al suo paese.

Non è richiesto di essere un cabarettista, o di raccontare nel dettaglio le sedute dallo psichiatra, non servono confessioni alla Lady D. con le lacrime agli occhi su quant’è dura la vita e quanto sia difficile farcela, e nemmeno le prescrizioni mediche delle pillole.
Va bene il dovere di verità, il bisogno dei cittadini di sapere tutto, ma lasciamo a un povero premier almeno il diritto a una sana e segreta infelicità.

Annalena Benini, Il Foglio 30 settembre 2009