La fatica della relazione con una donna.

Reference  Amedeo Modigliani 011

“Oggi non si cresce, neppure nella propria identità sessuale, perché manca il senso del sacrificio, l’educazione cristiana ai fioretti, alla tensione verso un obiettivo. L’uomo che non tende sta solo con ciò che è in quel momento: ad esempio con la sua disperazione. Per questo può ritenere che cambiare sesso, rimodellarsi in un impeto di ribellione, sia un modo per sfuggire la noia e l’insignificanza.

Relazionarsi significa uscire da se stessi, andare a incontrare l’altro, essere disposti a cercare altrove il completamento; riconoscere che non si basta a se stessi, essere disposti ad affrontare il mistero dell’altro, con tutto quello che comporta il mettersi in ascolto, il regolarsi sulle esigenze, i pensieri, i tempi, la diversità di un altro. Chi va con un trans, non va ‘col diverso’, come si dice, ma con l’uguale, perché ha paura della fatica della relazione. Fatica della relazione con un amico, perché altrimenti cercherebbe nell’amico maschio il sostegno amicale, spirituale che cerca; fatica della relazione con una donna, perché ha paura anche della relazione carnale, perché sa bene che la donna di solito chiede più di quello.

La cultura del sesso disgiunto dai suoi fini, la procreazione e l’affettività vera, è la cultura del sesso come ricerca egoistica dell’io nell’altro, che diviene puro mezzo. A questo punto la donna, ridotta a puro oggetto del desiderio sensuale, diviene intercambiabile, anzi, addirittura, tra gli oggetti erotici, il più banale e scontato. Meglio provarne anche altri. La cultura pornografica crea così consumatori di emozioni, soli con la propria istintività senza guida e senza scopo, cioè sterile, e la sterilità affettiva genera rapporti naturalmente sterili, perché anche l’idea della procreazione spaventa chi, racchiuso in se stesso, teme la relazione”.

Marianna Rizzini, intervista a Francesco Agnoli, Il Foglio, 29 ottobre 2009

Non è l’ultima parola sull’uomo.

“I cristiani dicono di norma che siamo tutti peccatori. Non è una frase di maniera, è vero. Ma forse, per capire, è più utile pensare alla differenza tra san Pietro e Giuda. San Pietro ha ammesso che c’era qualcuno che potesse perdonare il suo peccato,

Giuda ha creduto che nessuno potesse perdonarlo e ha preferito uccidersi.

Non esiste idea laica di peccato, sbaglio, errore se non si ammette che quella non è l’ultima parola sull’uomo”

Marianna Rizzini, Il Foglio, 29 ottobre 2009

Poter pensare che se hai fatto la cazzata non è tutto perduto.

Ma se ti viene lo stesso da prendere il bicchiere e romperlo che fai? “Certo che ti viene da rompere il bicchiere”, risponde il giovane, “ed è per questo che ci dev’essere qualcuno che ti dice di non buttarlo, di non fare il pirla. La prima regola, però, è non mortificare, non dire in modo automaticamente bacchettone: ‘Non si può’. Il punto è fare il bene in modo che sia desiderabile perte, è poter pensare che se hai fatto la cazzata non è tutto perduto”.

Marianna Rizzini, Il Foglio, 29 ottobre 2009

Il peccato è contro il significato.

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“Il punto di partenza a mio avviso è questo: si è persa l’idea di cosa sia il peccato. Si pensa che il non peccare sia castrazione costante. Non è così, e per spiegarlo faccio un esempio pratico: se hai in mano un bicchiere e lo rompi, la prima cosa che dici, oltre a una parolaccia, è: ‘Che peccato’.

Perché quel bicchiere è fatto per metterci l’acqua e quando si rompe non è più fatto per quello per cui è fatto. Il peccato è contro il significato, contro la ragione per cui una cosa è stata creata. E questo per me è un concetto laico”.

 

Marianna Rizzini, Il Foglio, 29 ottobre 2009

Se hai il cuore sufficientemente grande.

Ti puoi anche disperare, come Julianne Moore, moglie anni Cinquanta in “Lontano dal Paradiso”, di fronte al coming out del tuo amato sposo, ma non puoi non comprendere. E dopo un ragionevole periodo di assestamento, se hai un’anima sufficientemente grande, puoi anche continuare ad amare.

 

Marina Terragni, Gli uomini, i trans e quel mondo dove non c’è posto per le donne, Corriere della Sera, 28 ottobre 2009

Morire nello squallore del cemento più sordo.

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Giuseppe era morto, di una malattia
che ignoravo avesse e che da tempo lo
affliggeva. I funerali sono stati celebrati nella
sua parrocchia: una chiesa cattoprotestante,
di quelle chiese che sembrano parcheggi
seminterrati, senza uno straccio di
campanile e con l’interno a conchiglia ottimo
per conferenze. Non solo tocca morire,
ho pensato, c’è pure il rischio che l’ultimo
atto si svolga nello squallore del cemento
più sordo.

Camillo Langone, Il Foglio, 27 ottobre 2009

Più grande dei tuoi sentimenti.

01 Gianni Berengo Gardin - Al Lido
Tu non diventare così. Cerca di essere più grande dei tuoi sentimenti. Non sono io che te lo chiedo, ma la vita. Altrimenti finirai spazzato via dai tuoi sentimenti. Spazzato via senza poter più tornare indietro. I sentimenti possono essere il più grande dei problemi. I sentimenti possono giocare gli scherzi più crudeli.

Philip Roth, Indignazione, Einaudi 2009

Educare il desiderio

Cartier_Bresson

Per Bauman, il soggetto postmoderno, che è un “collezionista di piaceri”, desidera la differenza dell’altro e perciò se ne prende la responsabilità.

Se questo è vero, l’atteggiamento responsabile, morale, risulta compatibile con la rincorsa dei desideri, ma ha bisogno di educarli.

Comitato per il progetto culturale della CEI, La sfida educativa, Laterza 2009