Leggere: perchè la vita se è complicata è più bella.

Illustrazione della Divina Commedia di Gustavo Dorè

Illustrazione della Divina Commedia di Gustavo Dorè

«Sa una cosa che non mi piace di molte di queste iniziative di cultura in piazza?»
Me la dica.
«La troppa esibizione civica che accompagna l’invito alla lettura. Tipo: leggete perché diventerete più buoni».
In un paese dove si legge così poco serve anche questo, o no?
«Può darsi. Ma io credo che occorra indurre alla lettura come a un vizio che rende più complicata, ma anche più bella la vita. Un giorno leggevo Dante a Firenze. Venne da me l’assessore alla cultura, mi chiese di andare in una scuola elementare a spiegare l’Inferno. Vi piacerà moltissimo, dissi a quei bambini, perché racconta cose cattivissime, come in fondo cattivissimi siete voi. Se dovessi rivolgermi a dei ragazzi che le fanno di tutti i colori, direi appunto così: vi propongo la lettura, un vizio più complesso di quelli che praticate».

Intervista a Vittorio Sermonti, di Francesco Erbani, su La Repubblica del 28 agosto 2009

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