La bellezza dell’amore

Ho fiducia nella testimonianza di quelle famiglie che traggono la loro energia dal sacramento del matrimonio; con esse diviene possibile superare la prova che si presenta, saper perdonare un’offesa, accogliere un figlio che soffre, illuminare la vita dell’altro, anche se debole e disabile, mediante la bellezza dell’amore. È a partire da tali famiglie che si deve ristabilire il tessuto della società.

Benedetto XVI

Non così

Edward Hopper, Hotel

Edward Hopper, Hotel

“Oh, Dio, Harry” disse. Gli battè i pugni chiusi sul petto. “Non così, Gesù, non così”.

“Be’ ” disse lui. “Calmati, ora”. La prese per i polsi e la tenne; e lei, coi pugni sempre stretti, cercava di liberarsi per colpirlo ancora sul petto. , egli pensava. Non così, mai più. “Sta calma, ora”.

“Non così, Harry. Niente sotterfugi. L’ho sempre detto, questo: qualsiasi cosa possa accadermi, qualsiasi cosa io faccia, tutto fuorché i sotterfugi. Se fosse stato per foia, qualcuno con un fisico tale che di colpo mi ha messo tanta di quella voglia che né l’ho guardato né m’è venuta l’idea di guardarlo più in su del colletto. Ma noi no, Harry. Con te no, Con te no.”

William Faulkner, Le palme selvagge, Adelphi

Tiepidezza

Albrecht Durer, Accidia

Albrecht Durer, Accidia

L’uomo tiepido, accidioso, ha una fede quasi morta, una speranza che barcolla, una carità che languisce. L’uomo tiepido è nel peccato e non lo sa; è infermo e non se n’accorge, se pure non si crede sano e robusto. Si persuade di essere buono, vive nella sicurezza, come se non gli mancasse nulla e non vede, il disgraziato, che manca di tutto; che si trova nella condizione di quell’infelice dell’Apocalisse, che si credeva ricco, ed era miserabile, povero, nudo, cieco (Apocalisse III, 17)

Pronti a morire per un altro

Pablo Picasso, Madre e figlio

Pablo Picasso, Madre e figlio

Un bambino è un bambino sempre, prima della storia, prima della psicanalisi, prima del femminismo e prima della scomparsa del sesso. “Quel che avevo inutilmente cercato nei gruppo artistici: l’energia, la gratuità, l’abbandono alla Provvidenza, la gioia senza ritegno e i dolori smisurati, lo trovavo qui – scrive Hadjady – tra i giardinetti e il cavallo a dondolo”. Il bambino ha una forza spaventosa, attira su un’isola selvaggia fuori dal continente civilizzato, rende possibile l’impossibile.

Nemmeno Michel Onfray può resistergli, nemmeno il più grande teorizzatore della metafisica della sterilità, ogni moderno comandamento crolla davanti a un bambino che dice: quando divento giovane voglio sposarti e ballare con te.

Un bambino riporta il caos là dove c’è solo ordine e raziocinio (“ordine e bellezza, calma e voluttà”, canta Battiato, è un’immagine meravigliosa ma non tiene conto del meraviglioso, voluttuoso terremoto portato dai figli), macchia i divani, distrugge le regole, sconvolge

le notti e i giorni, raggiunge il massimo della gioia nella nudità, fa sentire per la prima volta nella vita pronti a morire per un altro, dà una forza sovrumana, ed è la cosa più carnale che esista, che ha bisogno del contatto dei corpi, che cresce con il corpo a corpo, che arriva dal corpo.

Un po’ di carne rosa e profumata di vita nuova, completamente disarmata, invincibile, ci riporterà sempre là dove avevamo perduto i corpi, dove avevamo letto troppi libri, dove avevamo creduto di capire tutto, dove ci eravamo sentiti così liberati, così annoiati, così civilizzati, dove ci eravamo tanto preoccupati per la fine del mondo, per la fine dei sessi, e in sottofondo partirà ogni volta, anche fra un milione di anni, la musica di “Un uomo, una donna”, di Claude Lelouch.

Annalena Benini, La resurrezione della carne, Il Foglio, 19 settembre 2009

Regole infinite

Una serie infinita di regole faticosissime, una serie di condizioni per accedere alla libertà sessuale. Ma se a uno, nel bel mezzo di un incontro di questo tipo (un’orgia: NdR) viene sonno, oppure si rende conto che sarebbe meglio leggere Hegel o dare l’acqua alle piante? Non ci si può lasciar sorprendere dall’amore o dal disamore, né da un corpo. Il corpo non esiste più (…) si fa tutto con la volontà.

Annalena Benini, La resurrezione della carne, Il Foglio, 19 settembre 2009

Nessuno impegna la propria vita

Tuttavia, mentre la Chiesa paragona la vita umana con la vita della Santissima Trinità – prima unità di vita nella pluralità delle persone – e non si stanca di insegnare che la famiglia ha il proprio fondamento nel matrimonio e nel piano di Dio, la coscienza diffusa nel mondo secolarizzato vive nell’incertezza più profonda e tale riguardo, soprattutto da quando le società occidentali hanno legalizzato il divorzio. L’unico fondamento riconosciuto sembra essere il sentimento, o la soggettività individuale, che si esprime nella volontà di convivere. In questa situazione, diminuisce il numero dei matrimoni, poiché nessuno impegna la propria vita con una premessa tanto fragile e incostante, crescono le unioni di fatto e aumentano i divorzi. In questa fragilità si consuma il dramma di tanti bambini privati del sostegno dei genitori, vittime del malessere e dell’abbandono, e si diffonde il disordine sociale.
La Chiesa non può restare indifferente di fronte alla separazione dei coniugi e al divorzio, di fronte alla rovina delle famiglie e alle conseguenze che il divorzio provoca sui figli. Questi, per essere istruiti ed educati, hanno bisogno di punti di riferimento estremamente precisi e concreti, vale a dire di genitori determinati e certi che, in modo diverso, concorrono alla loro educazione. Ora è questo principio che la pratica del divorzio sta minando e compromettendo con la cosiddetta famiglia allargata e mutevole, che moltiplica i “padri” e le “madri” e fa sì che oggi la maggior parte di coloro che si sentono “orfani” non siano figli senza genitori, ma figli che ne hanno troppi. Questa situazione, con le inevitabili interferenze e l’incrociarsi di rapporti, non può non generare conflitti e confusioni interne, contribuendo a creare e imprimere nei figli una tipologia alterata di famiglia, assimilabile in un certo senso alla stessa convivenza a causa della sua precarietà.

Benedetto XVI