Stato laico (?).

Jean Jacques Rousseau
“In primo luogo io sono proprietario dei miei beni per tolleranza e di seconda mano; perchè col contratto sociale io li ho alienati; <se adesso ne faccio uso, è per una concessione dello Stato che me li ha dati>. E non si dica che questa grazia è una restituzione.

(…) Nel nostro convento laico, tutto ciò che ogni monaco possiede è un dono revocabile del convento.
In secondo luogo, questo convento è un seminario.
Io non ho il diritto di allevare i figli a casa mia e nella maniera che mi sembra migliore.

<Come non si lascia la ragione di ogni uomo unico arbitro dei suoi doveri, tanto meno si deve lasciare all’intelligenza ed ai pregiudizi dei padri l’educazione dei ragazzi, che sta a cuore allo Stato ancora più che ai padri >. (..) In altri termini, voi cessate di essere padri ma, in cambio, diventerete ispettori scolastici; l’uno vale l’altro, di che cosa vi lamentate?”

Hippolyte Taine, Le origini della Francia contemporanea. L’antico regime, Adelphi, Milano 2008
Fra virgolette, Jean Jacques Rousseau da Emile e da Contrat Social, citato da H.Taine.

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