1984

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“(..) perfino Mary Warnock, madre della liberalissima bioetica anglosassone ha chiarito con ragionamenti piuttosto stringenti che il diritto ad avere figli non ha alcun fondamento. Diritto che, invece, secondo Veronesi, una donna può lietamente esercitare “anche senza scegliere un padre, basta che si rivolga ad una banca per la fecondazione”.
Ma presto non sarà più necessario, perchè “la donna può clonare sè stessa e l’uomo no”. Uno spaventoso paese dei Balocchi in cui la donna, Puella Aeterna, potrà giocare divinamente con se stessa senza mai la noia di doversi misurare con l’Altro. E perfino riprodursi da sè -oddio, e se poi ti nasce un maschio?- Un nuovo fondamento archetipico per le fantasie, già attualissime, di tutte quelle ragazzine che in giro per l’Occidente sognano di farsi il bambino da sole, o fingono un provvisorio sogno d’amore per poi espellere l’Altro non appena dà segni della sua alterità.
Ed ecco tutte quelle famigline, asfittiche ed infelici, la mamma ed il suo bambino, l’una carceriere dell’altro, senza nessun terzo a fare il lavoro di necessario incomodo nella simbiosi fatale.
Oppure -libertà alternativa- nessun bambino, l’indipendenza totale, l’automutilazione di quell’Altro di cui l’umanità femminile, in questo sì migliore, ha sempre fatto il suo bizzarro baricentro, spostato fuori di sè.”

Marina Terragni, “L’incubo della dominatrice”, Il Foglio 12 agosto 2009.

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