L’esperienza 2: il contenuto dell’esperienza è la realtà.

Il contenuto dell’esperienza è la realtà.
Un uomo è innamorato della tal ragazza: questo è un fatto, è un fenomeno. Il poeta va in giro con le mani in tasca e giunge a questo fatto. Questo fatto entra sotto il giro d’orizzonte dei suoi occhi, cioè entra dentro l’ambito del suo conoscere. Siccome è un fenomeno reale, diventa oggetto di conoscenza. Questo è l’inizio del fenomeno, ma non è tutto. Di fronte a questo oggetto di conoscenza, gli occhi del poeta si incendiano di curiosità, di simpatia, di approvazione, perchè nel fenomeno vede qualcosa che garberebbe avere anche a lui, mentre essendo piccolo poeta quindicenne non l’ha ancora così.

Prova una nostalgia: prova, cioè reagisce con un senso di invidia e con un desiderio di avere anche lui quel fenomeno. Fin qui non è esperienza, ma qualcosa che si prova: un oggetto di conoscenza, una presenza di un pezzo di realtà che si prova, che fa reagire, in questo caso spontaneamente. Se non ha quindici anni ma ne ha trentacinque (…) anche se non è Dante e l’oggetto non è Beatrice, la conoscenza di quel fenomeno che gli provoca invidia suscita in lui delle domande.

Don Giussani “Si può (veramente ?!) vivere così?” BUR, Rizzoli 1996

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