Predestinazione, scrupoli, libertà.

lutero
“In verità le indulgenze erano per (Lutero) opere inaccettabili in quanto erano opere buone, compiute allo scopo di abbreviare la permanenza in Purgatorio. Lutero non accettava nè le opere buone, nè il Purgatorio, convinto com’era che ogni anima è come un cavallo, predestinato ad essere montato da Dio o dal Diavolo. La sua lotta non fu per la riforma dei costumi, anche perchè colui che non credeva alla santità ed alle opere buone, non poteva lottare per esse, e neppure viverle.”

Francesco Agnoli, Il Foglio, 6 agosto 2009

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6 pensieri su “Predestinazione, scrupoli, libertà.

  1. Il punto chiave è comprendere cosa significassero “buono” e “cattivo” per Lutero, da un lato, e l’interpretazione cattolica del periodo storico. Spogliando il cristianesimo dei vessilli propri dell’ottusa clericalità si scopre un mondo in cui Dio è origine e sostegno dell’intima natura umana e quindi ognuno di noi può autonomamente discernere come sia conveniente comportarsi, cosa lo conformi alla rettitudine dell’anima, per così dire.
    Ho come l’impressione che la categorizzazione storiografica dell’esperienza Luterana come “riforma”, faccia perdere di vista la natura e lo scopo del personaggio che, a dirla tutta, ai miei occhi appare più un purificatore che un riformista.
    Riforma implica progresso, evoluzione, si muove in avanti. Fu davvero ciò a cui si assistette? In realtà Lutero si fermò, si voltò, e percorse un tortuoso cammino verso le origini del Cristanesimo pur et dur. Raccontò i “fondamentali” e cercò di destrutturare la chiesa per tornare agli elementi basilari della vita cristiana. E lo chiamate riforma?
    🙂

    • Grazie alla “cattiva ragazza” per quanto ha scritto. Non ho né la saggezza, né la conoscenza del teologo per poter discutere quanto dici, mi limito a sottolineare qualche evidenza:
      1)-il genio del cristianesimo, ce lo ha insegnato don Giussani, è la categoria del perdono, ovvero il fatto che Qualcuno più grande di te, che ti ha creato, perdona i tuoi peccati più grandi: Lutero per mettere in piedi la sua costruzione fa fuori non solo il perdono, ma anche la libertà di scegliere, di chiedere perdono, di essere perdonati e di ri-peccare di nuovo;
      2)-rammento perfettamente un’intervista a Mrs.Tatcher nella quale, ricordando i tempi delle scuole, affermava di invidiare le sue compagne cattoliche, allegre e sorridenti, con uno sguardo ed una luce diversa negli occhi;
      3)-pensare, come fa Lutero, che siamo predestinati e che la salvezza (o la dannazione) sono scritte prima, mi fa rabbrividire di paura e di tristezza;
      4)-non so se si tratti di purezza e durezza delle origini, ma il cristianesimo non era la tristezza che immaginava Lutero: e sono sempre più frequenti le conversioni dal protestantesimo al cattolicesimo, soprattutto in Inghilterra.
      A presto.

      • Neanch’io sono un teologo, sono solo una persona. Ciò che intendevo porre in evidenza è che mi dispiace, ma il genio del Cristianesimo non lo insegna Lutero, non lo insegna Don Giussani, non lo insegna la Chiesa. Lo insegna Gesù Cristo. E non ci vedo assolutamente nulla di provocatorio nel sostenerlo, tutt’altro. Mi sembra la cosa più naturale del mondo. Gesù Cristo è la parte più intima dell’uomo, al centro del suo essere per cui l’errore più grande che a mio avviso (da profana, certo) ha compiuto l’uomo nella storia reiteratamente è l’aver cercato il rapporto con il divino nell’interpretazione data da altri. La sua essenza, in una religione declinata. Suppongo corrisponda ad una sorta di deificazione del profeta, per semplificarla insomma, che ha deviato l’attenzione dall’oggetto al soggetto: un massacro delle meningi con complicate analisi su cosa siano il perdono, la salvezza, la redenzione, la gloria, e chi (addirittura) avesse diritto a beneficiarne, parlarne e in che modi e termini. Ma perchè poi, perchè se la risposta era ed è sempre stata -il Corpo di Cristo-
        Dio si è fatto uomo per mostrarci quanto fosse a noi vicina la sua grandezza e il suo infinito amore, perchè lui è perfetto e tendere a lui vuol dire sfiorare la perfezione con un dito. I misteri teologici si sciolgono come neve al sole quando l’uomo incontra cristo dentro di se, quando si commuove, si arrabbia piange pensando all’osceno scandalum crucis. Giovanni Paolo II in una memorabile intervista di grande portata filosofica recita Gesu Cristo quando ribadisce con vigore “non abbiate paura” .Non abbiate paura di essere deboli, piccoli, di accettare la natura limitata dell’uomo perchè questo non è mortificarsi, non è adagiarsi nella mediocrita, ma tutt’altro. è il punto di partenza verso l’evoluzione, questo scatena la tensione interna che ci fa tendere alla perfezione divina. Gesù dice “misericordia, non sacrificio”. non sono solo i santi canonizzati a stare con dio, vivere “santamente” è pratica di tutti i giorni, nell’impegno immesso nei piccoli gesti del quotidiano e accessibile a TUTTI, dalla prostituta al re. se “niente è impossibile per chi crede in dio”, per quale motivo la mia conoscenza di colui che è alla base del mio corpo della mia mente e della mia anima dovrebbe essere veicolata da qualcun’altro che non sia io? e questo varrebbe per credenti, laici, atei. dio verrebbe addirittura prima della coscienza religiosa di ciascuno.
        e te lo sta scrivendo una non credente, pensa te 🙂

        ps. a scanso di equivoci mi preme chiarire il significato del mio nick, a cui sono molto legata. lessi un romanzo cinque, sei anni fa: un amore reso difficile dalle circostanze storiche, piena guerra fredda. causa vicissitudini politiche, vuoi per una personalità poliedrica e tormentata la giovane donna protagonista di questa vicenda entra ed esce dalla vita di un uomo riapparendo talora attivamente-reattivamente nella sua esistenza. lui la definisce “la nina mala” per questo, per la sensazione che questo giro di vite, ricambio di destini, imprime nella sua anima.

      • Mi colpisce la sincerità di una non credente che fa i conti con il cristianesimo. Non penso che si tratti di attribuire patenti, non voglio polemizzare, non mi interessa e non serve. Ma è indubbio che la mia esperienza personale sia di aver incontrato Cristo nella Chiesa cattolica apostolica e romana: e che tutto questo, dopo il battesimo, sia divenuto coscienza grazie a don Giussani. Ognuno deve leggere dentro di sè i segni che il Signore gli mette innanzi, a me ha messo innanzi questo. Grazie

  2. e’ imbarazzante leggere simili scemenze da un cretino che straparla di tutto e tutti senza avere la benche’ minima preparazione. questo scemo emerito pretende di risolvere e giudicare in tre righe la dottrina della giustificazione,la disputa sul nominalismo e altre difficili questioni filosofiche.non e’ la prima volta che mi capita di imbattermi nelle idiozie di questo mentecatto.ridicolo nella figura,pretesco nel suo italiano appreso,e’ ancor piu’ disgustoso nel contenuto immorale dei suoi scritti.

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