Capo Nord

La strada che porta a Nordkapp
Volevo andarci da tanto tempo, dalla prima volta che lo avevo visto sopra una mappa, lassù in cima, alla fine di tutto, anche se è solo una questione di appiattimento della cartina ed il punto realmente più a Nord –più vicino al Polo Nord- si chiama Knivskjellodden. Avrei voluto andare anche lì, ma il sentiero, o presunto tale, non era nemmeno segnalato. Ma non importa.

Importa che quando sei là, al di là delle stupidaggini per turisti che sono state erette –una pallina da golf di proporzioni enormi, collocata su una specie di abuso edilizio quale potrebbe essere il Solaria, a Mazzin di Fassa- ecco, a prescindere da tutto questo quando sei là davanti hai solo il Mar Glaciale Artico: altri 2mila km e sei al Polo Nord.

Importa che davanti a te c’è la vastità più assoluta, c’è l’infinito: e quando sei arrivato lì, capisci perché la bellezza è una ferita. Perché capisci che non ti sei fatto da solo, che l’esistere è un’evidenza elementare legata ad una dipendenza: lo stesso Infinito che ti si mostra davanti, ti fa capire che anche se sei arrivato a Capo Nord, o forse proprio per quello, quella bellezza selvaggia, incredibile, in quel deserto battuto dal vento, ti rimanda ad altro. Ti ferisce, una ferita che non si rimargina mai più.

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3 pensieri su “Capo Nord

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