In morte di Claudio Lolli (lui credeva nelle ferite)

In morte di Claudio Lolli (lui credeva nelle ferite)

Con gesti da gatto infilava sui tetti le antenne,
in alto d’ estate sui grattacieli della periferia
come un angelo libero, in bilico sulla città.
“Non c’è solo il vento”, diceva, “anche la luce può portarti via,
se hai tempo da perdere e dentro la giusta elettricità,
e se da sempre ti aspetti un miracolo.”

Captare è un mestiere difficile in questa città,
nel cielo ricevere, trasmettere e poi immaginarsi qualunque cosa,
per ferire il silenzio che tutti hanno dentro di sé.
Ma lui credeva nelle ferite e si sfiorava, si toccava nel cuore con la mano nervosa,
guardando le nuvole correre via impazienti da lì,
da quel tetto sospeso sugli uomini…

Finchè un giorno un’ antenna ribelle ai programmi di quiz
fece sparire le strisce e nel cielo, trasmise l’immagine della Madonna,
una donna normale, non male, che disse così:
“Io spengo la luce, se vuole io posso fare una musica più forte del vento,
posso anche uscire dal monitor, dalla gravità,
potremmo ballare anche subito se lei non ha fretta e non vuole tornare laggiù.”

E noi siamo sempre veloci a cambiare canale,
ma coi piedi piantati per terra, guardando la vita con aria distratta,
senza entrare nel campo magnetico della felicità,
felicità che sappiamo soltanto guardare, aspettare, cercare già fatta,
quasi fosse anagramma perfetto di facilità,
barando su un’ unica lettera…

Conoscevo quell’ uomo e per questo racconto di lui,
è sparito da allora e nessuno ha scoperto dov’è,
ma un dubbio, un sospetto od un sogno io almeno ce l’ ho:
provate a passare in una sera d’ estate vicino ai grattacieli di periferia,
provate a sentire, captare, trasmettere e poi raccontare qualcosa:
se allora sentite una musica son loro che ballano in bilico sulla città…

Claudio Lolli

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Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore (voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio…O il tuo.)

Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore (voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio…O il tuo.)

Non mi interessa cosa fai per vivere.
Voglio sapere per cosa sospiri.
E se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai.
Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido
per l’amore… Per i sogni… Per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore.
Se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore,
il mio… O il tuo.
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore… Triste o spaccato in due.
Non mi interessa chi sei… O come hai fatto per arrivare qui.
Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me,
e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato… O con chi o dove.
Voglio sapere cosa ti sostiene dentro.
Quando tutto il resto non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti. “ –
•Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah (1890).

Thanks to R.S.

Ed anche quando starò male sarò troppo stanco, come fuoco avanzerò per prender tutto quanto (morirò da re).

Ed anche quando starò male sarò troppo stanco, come fuoco avanzerò per prender tutto quanto (morirò da re).

Hey, it’s Maneskin, yeah
E allora prendi la mia mano, bella señorita
Disegniamo sopra il mondo con una matita
Resteremo appesi al treno solo con le dita
Pronta che non sarà facile, tutta in salita
Allora prendi tutto quanto
Baby, prepara la valigia
Metti le calze a rete, il tacco
Splendiamo in questa notte grigia
E amore accanto a te, baby accanto a te, io morirò da re
E amore accanto a te, baby accanto a te, io morirò da re
E amore accanto a te, baby accanto a te, io morirò da re
E amore accanto a te, baby accanto a te, io morirò da re
Ed anche quando starò male sarò troppo stanco
Come fuoco avanzerò per prender tutto quanto
Ciò che aspetta ed esser pronto ad affrontare il branco
Non voglio tornare indietro, adesso parto
Allora baby

Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.

I lettera San Giovanni

Ma se stai fermo non saprai mai completamente perché stai bruciando (Be still my earth).

Ma se stai fermo non saprai mai completamente perché stai bruciando (Be still my earth).

Stai fermo mio cuore, perché se stai fermo non ti brucerai. E se stai fermo non ti farai male.

Ma se stai fermo non saprai mai completamente perché stai bruciando.

 

Like a wakening volcano I feel it start to rumble Be still my heart

Stay locked up Right where I put you Yeah, it’s for your own good Be still my heart.

‘Cause if you stay still You won’t get burned

And if you stand still You won’t get hurt

But if you stand still You’ll never know Why you burn at all.

Like a wakening volcano The blow’s inevitable

Please go back my heart

Don’t want a catastrophe Being burned by too many things, Please go back my heart

‘Cause if you stay where you are You’ll never get burned And if you stay where you are You’ll never get hurt But if you stay where you are You’ll never know Why you burn at all.

Like a wakening volcano We are ripped up and beginning to show No turning back my heart Love desire that’ll be never spoken Love that can fill the ocean

No turning back my heart No turning back my heart

Jacqui Treco

Primavera non bussa (che paura, che voglia che ti prenda per mano).

Primavera non bussa (che paura, che voglia che ti prenda per mano).

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Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.

Fabrizio De Andrè, Un chimico.

È che (tipo l’amore).

È che (tipo l’amore).

Copyright Matt Weber

Coney Island, 2008 (copyright Matt Weber)

È che dicevi le cose giuste

quando avevo bisogno

di parole giuste

e quando sorridevi

mi scardinavi l’anima

o quello che ne resta

poi

dormirti addosso

succedevano alcune cose

alcune meraviglie

tipo

che la mattina

ritenevo plausibile

l’implausibile

tipo quelle robe da film

da romanzo

tipo l’amore

tipo fare colazione assieme

tipo un mondo migliore.

 

(Da twitter)